Il Tirreno

Versilia

Da Fattori a Casorati, epilogo al Centro Matteucci

Martina Ambrogi
Il Centro Matteucci di via Buonarroti
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Il Centro Matteucci di via Buonarroti

C'è tempo fino al 12 per visitare il nuovo centro espositivo

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 VIAREGGIO. Oltre 150 mila schede di opere d'arte, 30 mila foto cartacee, una biblioteca tra le più ricche e aggiornate e un fondo di autografi. Il tutto all'interno di un villino Liberty, tornato agli antichi splendori dopo cinque anni di ristrutturazione. L'arte nell'arte a due passi dal mare. Il cuore del Centro Matteucci pulsa nel tempio tra via D'Annunzio e via Buonarroti, dove dopo anni di paziente e meticolosa ricerca e documentazione si conserva la memoria della pittura italiana tra Ottocento e Novecento. «Abbiamo voluto mettere a frutto nella nostra realtà cittadina - spiega il suo fondatore Giuliano Matteucci, camaiorese, ma viareggino d'adozione - l'esperienza del nostro Istituto nel lavoro di investigazione, scoperta e selezione, che ci ha permesso di diventare un punto di riferimento a livello internazionale. Perché Viareggio ha bisogno di essere mantenuta e rispettata attraverso eventi di alta qualità».  L'iniziativa ha ricevuto l' appoggio e il sostegno del Comune e, come assicura Matteucci, «nonostante la vicinanza non ci sarà assolutamente competizione con la Gamc. Anzi, la conferenza di presentazione è stata fatta proprio all'interno degli spazi della galleria e ci sponsorizzeremo a vicenda, dato che l'obiettivo comune è quello di far sì che Viareggio si qualifichi da un punto di vista artistico e culturale».  Per la sua "prima" il Centro non ha pensato alle classiche mostre a tema o a soggetto, ma alla divulgazione di uno dei saperi dell'arte, dando rilievo a una figura che molto spesso passa nel dimenticatoio: quella del collezionista. La scelta per l'esordio è caduta su Ugo Ojetti, uno dei protagonisti di primo piano della vita culturale italiana tra le due guerre, scrittore e critico letterario, autore di teatro, accademico e giornalista de "Il Corriere della Sera". Nel 1912 Ojetti si era trasferito con la moglie nella sua villa del Salviatino sulle colline di Settignano, dove iniziò a dedicarsi alla raccolta di opere d'arte antica e moderna, creando una collezione degna dei più importanti mecenati e committenti: preziosi reperti romani, etruschi e greci oltre a capolavori indiscussi dell'arte a partire dal Quattrocento. Il giorno della sua morte, nel 1946, questo compendio se ne è andato con lui, disperdendosi e facendo perdere le tracce di uno dei più rappresentativi esempi di collezionista italiano. Grazie all'impegno di Matteucci e dei ricercatori del Centro (presieduto da Alvise di Canossa e coadiuvato da un comitato scientifico composto da Cristina Acidini, Antonio Paolucci, Fernando Mazzocca e Carlo Sisi) riprende vita a distanza di un secolo quello che è stato uno dei più prestigiosi salotti dell'aristocrazia intellettuale e mondana di inizi Novecento, frequentato da Salvemini e Croce, Boccioni e Marinetti. Tessera dopo tessera si è ricostruito quel mosaico di opere che Ojetti aveva amato e raccolto in 40 anni di febbrile attività. La ramificata collezione viene riassunta in 50 dipinti e 10 sculture, per la prima volta presentate al pubblico, di artisti già affermati o che presto lo sarebbero diventati: da Fattori a Borrani, da Signorini a Nomellini, a Ghiglia, Casorati, da Andreotti a Berti.  Una scelta azzeccata, visto il via vai di turisti di questa estate. Ora gli ultimi fuochi, visto che la mostra resterà aperta fino al 12. Dal 20 la collezione andrà alla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona (la moglie di Ojetti era tortonese), maggiore sponsor del Centro. Ma ci sono già altri progetti all'orizzonte per Matteucci & co.  «La nostra associazione è stata scelta dal Comune come partner privato per il Piuss. All'interno di questo piano abbiamo un programma quinquennale di mostre da realizzare nelle prossime stagioni estive dedicate a personaggi di rilievo della cultura italiana tra Ottocento e Novecento, con attenzione particolare ai toscani».  Il villino rimarrà attivo anche nel corso dell'inverno.  «L'intenzione è quella di organizzare dei corsi didattici aperti al pubblico su temi legati alla cultura figurativa con la partecipazione di relatori specialisti».  Per informazioni e prenotazioni: 0584 430614 o www.centromatteucciartemoderna.it.

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