Frecciarossa deragliato a Lodi, i familiari delle vittime di Viareggio: "Ora il ministro ci ascolti"
Marco Piagentini e Daniela Rombi: "Le nostre condoglianze alle famiglie dei due macchinisti morti ed un pensiero ai feriti. Ora il ministro dei trasporti ci riceva"
VIAREGGIO. "Le nostre condoglianze e la nostra vicinanza alle famiglie dei macchinisti morti nel deragliamento avvenuto sulla linea dell'Alta velocità nel Lodigiano": queste le prime parole di Marco Piagentini, presidente della associazione "Il mondo che vorrei", nata per riunire le famiglie delle vittime del disastro ferroviario da 32 morti, il 29 giugno 2009. "Ed un pensiero a chi è rimasto ferito", aggiunge Piagentini, al quale fa eco Daniela Rombi, vice presidente della stessa associazione: "Sono dieci anni che tutti sanno e nessuno vuol guardare la realtà".
La strage di Viareggio, il deragliamento di Pioltello con le tante mancanze sul fronte della sciurezza ferroviaria messe in luce dalle indagini della Procura di Milano e dalle relazioni Polfer, il deragliamento di un treno merci a Piacenza, ai primi del dicembre 2019, rimasto in bilico sulla massicciata con il rischio di finire nel Po, ed appena pochissimi giorni fa, a Verona, lo scontro tra due treni merci carichi di liquidi infiammabili, con il deragliamento delle cisterne. "Sono dieci anni che ci battiamo per la sicurezza ferroviaria", continua Piagentini, "e ci sono due sentenze che scrivono nero su bianco cosa non è stato fatto e cosa va fatto. E nessuno ci vuole ascoltare. Adesso il ministro dei trasporti ci riceva".
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:1.38432417:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/cronaca/lodi-deraglia-treno-ad-alta-velocita-le-prime-immagini/132032/133647]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

