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Beni confiscati alla mafia, Viareggio li recupera
Contributo della Regione per rendere agibili a scopi sociali due appartamenti
VIAREGGIO. Al via i lavori di recupero per i due edifici confiscati alla mafia nel 2013: il Comune di Viareggio ha chiesto, e ottenuto, dalla Regione l'erogazione di contributi straordinari per l'adeguamento e la ristrutturazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Si tratta di 66.894 euro (il 75% del contributo richiesto) che serviranno a coprire i costi della manutenzione straordinaria necessaria al ripristino delle unità immobiliari, una in via Sant’Antonio e l’altra in via Aurelia Sud, rendendole così disponibili al loro uso sociale.
Il progetto di recupero prevede, parallelamente all’intervento di manutenzione, «l’avvio di un percorso di tipo “consultivo”, attraverso il quale una serie di associazioni operanti nel sociale ma anche liberi cittadini, potranno esprimere ipotesi sulle possibilità di utilizzo sociale dell’immobile». Il percorso, che dovrà concludersi entro il 31 dicembre, sarà coordinato dalla Commissione consiliare “Legalità “, presidente Chiara Consani.
In tutta la Versilia - così il dato dell’Osservatorio della stessa Regione sui beni confiscati - sono 23 gli immobili, le attività commerciali, le imprese ed i box/garage confiscati. La parte del leone la fa Viareggio, terra in cui si sono incrociate e continuano a farlo, sia pur con dinamiche ed esiti diversi dal passato ed in misura diversa tra i diversi sodalizi criminali.
Si tratta di 3 tra alberghi e ristoranti, 8 immobili di civile abitazione, 3 negozi e 3 box/garage. Di almeno 4 delle abitazioni si hanno anche gli indirizzi: via Sant’Antonio, via Aurelia Sud a Bicchio, viale Marconi, 77 a Torre del Lago. Per la maggior parte dei casi, per questi beni, si tratta di confische stabilite ai sensi del Codice antimafia, provvedimenti adottati come misure di prevenzione. Ad emetterli è stato il Tribunale di Lucca. Confische definitive, invece, arrivate a seguito di vicende giudiziarie arrivate al terzo grado di giudizio per un’attività turistica ed un appartamento (inchiesta partita da Napoli), oltre ad un’abitazione (vicenda giudiziaria avviata da Lucca).
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