Il Tirreno

Chiusa IV edizione 'Comunicare l'Abitare', confronto su Ia, rigenerazione urbana e sicurezza

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Roma, 21 ott. - (Adnkronos) - Si è conclusa alla Casa dell’Architettura, Acquario Romano la quarta edizione di Comunicare l’Abitare, il think tank promosso da Casa Radio che ha riunito istituzioni, Ordini professionali, associazioni e imprese per affrontare le trasformazioni della casa e delle città. La giornata conclusiva ha collegato innovazione digitale, competenze tecniche e qualità della vita, fino al confronto sui modelli di proprietà, sui processi costruttivi e sull’evoluzione del mercato immobiliare. Al termine dei lavori è stato annunciato l’appuntamento con la quinta edizione di Comunicare l’Abitare, a ottobre 2027. “Siamo molto soddisfatti della riuscita di questa quarta edizione. La qualità degli interventi e il confronto tra professioni, istituzioni, associazioni e imprese hanno dato sostanza al lavoro che abbiamo costruito durante l’anno. Abbiamo affrontato questioni che incidono direttamente sulla vita delle persone, mettendo in relazione competenze e punti di vista differenti. Il valore di Comunicare l’Abitare sta nella possibilità di far proseguire questo dialogo e trasformarlo in proposte utili. Ci diamo appuntamento a ottobre 2027 per la quinta edizione, con l’impegno di continuare a lavorare sulla qualità e sull’accessibilità dell’abitare”, ha dichiarato Paolo Leccese, giornalista, direttore editoriale di Casa Radio e ideatore di Comunicare l’Abitare. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’Ordine degli Architetti di Roma, all’Ordine degli Ingegneri di Roma, al Collegio dei Geometri di Roma e all’Ordine dei Geologi del Lazio, che hanno accompagnato il percorso dell’iniziativa. La presenza dei rispettivi presidenti e la partecipazione dei presidenti nazionali degli Architetti e dei Geometri hanno dato rilievo al contributo delle professioni tecniche, chiamate a confrontarsi sulle responsabilità e sulle competenze necessarie per guidare il cambiamento. La seconda giornata si è aperta con il confronto su intelligenza artificiale, digital twin e nuove competenze delle professioni dell’abitare. Questi temi sono stati affrontati in relazione ai processi di progettazione e gestione degli immobili e alle responsabilità professionali. Il dibattito ha collegato l’evoluzione degli strumenti alla formazione e alla capacità di utilizzarli all’interno di decisioni tecniche consapevoli. La discussione si è poi estesa alla rigenerazione urbana, alla sicurezza e alla qualità della vita, mettendo in relazione tecnologie, mobilità, servizi, energia, manutenzione predittiva e gestione del patrimonio pubblico e privato. Il confronto ha affrontato il funzionamento dei quartieri e le condizioni che rendono gli spazi utilizzabili, sicuri e accessibili, collegando gli interventi sugli edifici alla qualità dell’ambiente urbano. Questi temi hanno dato continuità alle questioni sollevate dal sondaggio Comunicare l’Abitare 2026: la sostenibilità dei costi, il riconoscimento della qualità delle abitazioni e la comprensione delle competenze professionali. Il rapporto tra recupero del patrimonio, investimenti e accesso alla casa è stato richiamato da Claudia Barina, avvocato e presidente di Confedilizia Roma: “Il sondaggio conferma che il problema della casa non si risolve intervenendo soltanto sui prezzi: pesano anche la qualità del patrimonio, l’incertezza delle regole e la complessità delle procedure. Per una città come Roma la vera sfida è rimettere in circolo e riqualificare il patrimonio esistente, creando le condizioni perché i proprietari tornino a investire e a concedere immobili in locazione. Servono regole certe, procedure semplici e incentivi stabili: perché aumentare l’offerta, non scoraggiarla, è la strada più concreta per rendere la casa più accessibile”. Il confronto su 'La casa del futuro: chi la possiederà, come si costruirà, come cambierà il mercato' ha riunito le prospettive della proprietà immobiliare, delle professioni e della filiera delle costruzioni. Al centro sono stati posti l’evoluzione della domanda abitativa, le modalità di realizzazione degli edifici e il rapporto tra prestazioni, costi e valore nel tempo. In questo contesto, la qualità della progettazione è stata collegata a quella dell’esecuzione e della manutenzione, con attenzione al contributo delle diverse competenze coinvolte nel ciclo di vita degli immobili. "La qualità dell’abitare non si esprime solamente nel progetto architettonico o nella scelta dei materiali, ma si costruisce attraverso una filiera di competenze collaborative che devono essere portate a lavorare in modo sempre più integrato, dalla progettazione alla realizzazione, fino alla posa di tutti i materiali e alla manutenzione nel tempo. Un edificio di qualità deve essere bello, sicuro, efficiente e soprattutto deve durare nel tempo ed è per questo che non possiamo considerare il costo iniziale come l’unico parametro di valutazione, ma dobbiamo arrivare a ragionare sul valore complessivo della casa e sui costi che andrà a generare durante il suo ciclo di vita. La vera sfida di fronte alla quale ci troviamo è fare in modo che la qualità non diventi un privilegio per pochi e per questo servono competenze, innovazione e collaborazione tra tutti gli attori della filiera per arrivare a ridurre gli errori, migliorare i risultati e rendere la qualità più accessibile", ha dichiarato Luca Berardo, presidente di Assoposa e Sercomated. La sessione conclusiva è stata dedicata all’Agenda dell’Abitare 2026, con la sintesi dei lavori e l’avvio del documento finale destinato a legislatori, istituzioni e stakeholder.

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