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1 maggio: Confsal lancia manifesto del lavoro, dignità salari e diritti al centro dell'agenda
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Napoli, 1 mag. (Adnkronos) - “Non un semplice appello, ma un impegno concreto: il Manifesto del Lavoro della CONFSAL rappresenta la nostra visione per restituire dignità economica e sociale ai lavoratori, pubblici e privati, in un tempo segnato da profonde disuguaglianze e trasformazioni”. In occasione della Festa del Lavoro, la Confsal ha scelto Napoli come luogo simbolico per rilanciare la propria visione strategica, delineando una piattaforma organica di intervento sui principali nodi del sistema lavoro. Un’iniziativa partecipata, seguita in presenza, in collegamento e nelle piazze regionali, che ha segnato un momento di forte mobilitazione e proposta. Nel corso dell’intervento è stata posta con forza la necessità di intervenire sul Decreto Primo Maggio, evidenziando sia i correttivi già ottenuti sia le criticità ancora aperte. "Prendiamo atto che è stato accolto il principio di equivalenza e che è stato riconosciuto anche il valore dei contratti che garantiscono trattamenti economici migliorativi, come quelli sottoscritti dalla Confsal. È un risultato importante, che tutela il pluralismo contrattuale e valorizza i contratti ‘ultra equivalenti’", sottolinea il segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta. "Il concetto di equa retribuzione non deve limitarsi agli aspetti economici, ma deve comprendere l’insieme delle tutele normative che vanno riconosciute a tutti i lavoratori, a prescindere dalla mansione o dal settoere in cui si svolge”. Sul tema della sicurezza sul lavoro, è stata ribadita la centralità del preposto alla sicurezza, figura chiave nei processi di prevenzione. In questa direzione, la contrattazione collettiva – come già previsto nell’esperienza Confsal – è chiamata a riconoscere adeguati strumenti economici e tutele assicurative. “La questione salariale è centrale – ha ribadito Margiotta –. In Italia i salari non tengono il passo con l’inflazione e restano inferiori agli standard europei. Nel settore pubblico, gli stanziamenti per il rinnovo contrattuale 2025-2027 sono insufficienti e coprono solo una minima parte della perdita di potere d’acquisto”. Nel settore privato, la situazione è ancora più articolata: “Accanto a comparti con salari poveri, registriamo livelli retributivi non adeguati anche nei settori più forti. È un segnale evidente della debolezza della contrattazione collettiva”. Sul piano fiscale, viene indicata una linea di intervento chiara e mirata alla tutela del lavoro dipendente: “La riduzione del cuneo fiscale deve privilegiare le detrazioni per lavoro dipendente. Intervenire sulle aliquote rischia di avvantaggiare anche i redditi fondiari e finanziari. Occorre concentrare le risorse su chi vive di lavoro”. “Esiste un nucleo di diritti che deve essere garantito a tutti i lavoratori, senza distinzioni. La dignità del lavoro non può essere negoziabile”. Sul tema dell’inclusione, Margiotta ha richiamato la necessità di superare le barriere ancora presenti nei luoghi di lavoro, promuovendo una piena partecipazione delle persone con disabilità. “L’intelligenza artificiale rappresenta una sfida epocale – ha sottolineato Margiotta –. Non può essere lasciata senza regole. È necessario definire un quadro etico fondato su responsabilità, consapevolezza e partecipazione”. La Confsal ribadisce il ruolo strategico della formazione e della partecipazione attiva dei lavoratori: “Il sindacato deve accompagnare questa trasformazione per evitare che si traduca in una nuova forma di disuguaglianza”. In apertura, è stato lanciato un forte richiamo alla responsabilità europea sul piano internazionale: “L’Europa deve assumere un ruolo autonomo e promuovere un’iniziativa forte per la pace, un Tavolo europeo per raggiungere una pace giusta e affinchè le risorse destinate agli armamenti siano convertite in risorse a sostegno dell’economia del lavoro”. “Con il nostro Manifesto del Lavoro – ha concluso Margiotta – proponiamo una visione chiara e coerente: rimettere al centro il lavoro, la dignità delle persone. Le nostre proposte sono socialmente radicali, da vera sinistra sociale, perché puntano a cambiare davvero le condizioni di vita dei lavoratori, senza ambiguità e senza compromessi al ribasso”.