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Lombardia: opposizioni, 'serve riforma Ssr, aiuto a donne e fragili e sostegno a imprese'
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Milano, 18 dic.(Adnkronos) - una radicale riforma del Sistema Sanitario Regionale, misure di supporto ai fragili, potenziamento dei centri antiviolenza e sostegno al lavoro e alle imprese. Questi alcuni dei temi verso i quali le forze di opposizione in Consiglio regionale della Lombardia hanno posto l'accento per motivare il loro 'no' alla manovra della Giunta Fontana. In occasione di una conferenza stampa unitaria a Palazzo Pirelli, i capigruppo di Pd, M5s, Patto civico, Alleanza Verdi-Sinistra e Azione-Italia Viva hanno firmato un ordine del giorno comune per indicare alla guida di Regione Lombardia una visione e una prospettiva differente. In particolare, le forze di opposizione chiedono unitariamente una radicale riforma del Sistema sanitario regionale, orientata a ridare centralità e valore alla sanità pubblica, interventi diretti, con risorse autonome della Regione, sull’ambito sociosanitario, con destinazione di fondi alla disabilità; il blocco delle rette a carico degli anziani ricoverati in Rsa; un piano straordinario per l’ambito della salute mentale e della neuropsichiatria infantile; un sostegno alle famiglie e alla natalità, implementando il numero dei posti nido e l’accesso gratuito o l’abbassamento delle rette per le fasce più deboli e un’azione forte e decisiva contro la violenza di genere, prevedendo il raddoppio dei fondi regionali destinati ai centri antiviolenza. Serve inoltre una nuova legge per l’accesso ai servizi abitativi pubblici e all’housing sociale e la predisposizione di un piano complessivo di recupero di tutti gli alloggi sfitti di proprietà regionale (ad oggi oltre 19.000); un grande piano di riconversione ecologica del tessuto produttivo per il raggiungimento delle emissioni zero nel 2050; la promozione di una grande stagione di confronto e collaborazione con tutte le parti sociali al fine di raggiungere obiettivi più ambiziosi sul fronte dell’occupazione, delle disuguaglianze e della crisi climatica, attraverso la promozione di un patto per il lavoro e per il clima, sull’esempio di quanto definito in Emilia-Romagna; un nuovo piano strutturale per la prevenzione del dissesto idrogeologico. Tra le richieste dell'opposizione anche un'erogazione rapida per ristori per comuni, imprese, settore agricolo e cittadini; un sostegno reale alle imprese, con una facilitazione all’accesso al credito e ad un sistema di formazione funzionale; azioni concrete di contrasto allo spopolamento delle aree interne; risorse per fronteggiare l’emergenza trasporti, al fine di garantire non solo il mantenimento del livello del servizio ma anche per puntare alla crescita e alla qualità (specie in termine di accessibilità da parte delle persone con disabilità) del trasporto pubblico locale; l’incentivazione dell’uso del Tpl anche attraverso azioni concrete quali, ad esempio, finanziamenti adeguati a rendere gli abbonamenti gratuiti per gli studenti lombardi fino a 27 anni con Isee fino a 30.000 euro. E' necessario, per le opposizioni, anche un forte incremento dei fondi destinati al diritto allo studio, ripianando il taglio e raddoppiando quantomeno le dotazioni economiche specifiche a carico dell’istituzione regionale, oltre che un forte impulso alle politiche per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Oltre alla previsione, in tutti gli appalti di fornitura, servizi e lavori in favore di Regione Lombardia, dei contratti di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative e comunque previsioni contrattuali in linea con la finalità della Direttiva (Ue)2022/2041 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativa a salari minimi adeguati nell’Unione europea, nonché la promozione di protocolli d’intesa in attuazione di tale Direttiva. Servono infine azioni concrete di contrasto al fenomeno mafioso, attraverso il sostegno al riutilizzo a fini istituzionali e sociali dei beni confiscati alle mafie, con l’obiettivo di destinare tutti i beni attualmente non assegnati sul territorio lombardo. Soprattutto, concludono i capigruppo, è necessaria una revisione della riduzione delle risorse in bilancio (da 20 milioni a 6 milioni euro) rispetto alla sicurezza al fine di garantire i contributi e gli accordi con i Comuni per la sicurezza urbana (in particolare sui mezzi di trasporto).
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