Il Tirreno

Pd: Orlando, 'ok primarie ma no a scorciatoie trasformistiche'

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Roma, 15 ott. (Adnkronos) - "Dobbiamo rilanciare su un nuovo parlamentarismo, su un cancellierato forte perché forti sono i contrappesi. Guardiamo al modello spagnolo, a quello tedesco. Come si risponde alla crisi della democrazia non con un ripiegamento tecnocratico ma con un allargamento della base democratica. Nuove forme di partecipazione democratica sono la condizione per rispondere alla crisi della democrazia. Sfide ambiziose che pongono il tema se il nostro partito è all'altezza di queste sfide e con franchezza devo dire di no, e non certo per colpa di chi lo dirige oggi". Lo ha detto il deputato Pd Andrea Orlando nel suo intervento conclusivo della Festa nazionale di Dems, associazione da lui fondata e di cui è presidente, a Rimini. "Abbiamo bisogno di ritornare a discutere come in questi giorni di forma partito, una traccia caratterizzante dell'impegno della nostra area politica e di tutte le altre aree politiche con cui dobbiamo discutere, in particolare con quelle più a noi affini, che si riconoscono in una tradizione e che non casualmente credo abbiano partecipato alla nostra discussione non da ospiti ma da interlocutori di un processo comune. Dobbiamo dire un si alla critica al correntismo ma sfidare chi la fa a trarne delle conseguenze". "Le correnti sono forti se il partito è debole. Il partito è debole in parte per colpa delle correnti e perché da tantissimo tempo non si investe sul partito stesso. Le correnti così rischiano di essere, in assenza della convocazione degli organismi nei territori, in assenza di convocazione di assemblee, l'unico luogo in cui si fa una discussione. Allora la prima battaglia da fare è perché ogni federazione convochi almeno una volta al mese una direzione, ogni tre mesi una assemblea provinciale. È fondamentale ridare delle sedi a questo tipo di discussione. E poi autonomia dalle istituzioni perché se gli organismi dirigenti sono costruiti in modo tale da garantire la carriera politica di chi li costruisce, quegli organismi dirigenti faranno di tutto tranne che dirigere il partito". "Autonomia del partito significa risorse e nuove forme di partecipazione. E poi -aggiunge Orlando- credibilità perché se un partito è femminista deve avere più donne che lo dirigono. Se un partito si batte per il riscatto sociale non può avere solo benestanti o provenienti da famiglie benestanti a dirigerlo. Il tema del rinnovamento generazionale è una questione da affrontare, nonostante nei territori sia quello che si è affermato di più. Voglio dirlo con molta franchezza: saremo sempre a favore della spinta che proviene dalle primarie e contro qualunque scorciatoia trasformistica. Perché si può cambiare idea ma bisogna dire perché e non semplicemente che è meglio stare in maggioranza invece che in minoranza. Perché il problema di delegittimazione della politica è spiegare perché c'è stato un passaggio. Altrimenti si pensa ci sia solo una volontà di difendere se stessi".

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