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Napolitano (M5S), 'volle farsi re per difendere Repubblica, riluttante a cambiamento'
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Roma, 3 ott. (Adnkronos) - Giorgio Napolitano "accettò di retare al centro della scena politica in una delle crisi più tragiche della storia repubblicana, ma lo fece interpretando quelle forti spinte civili e sociali come meri pericoli per la stabilità dello Stato. E nel suo sforzo di difendere la Costituzione finì per travalicare i perimetri della Costituzione, smettendo piano piano i panni del rappresentante di Stato per divenire esso stesso Stato. Furono gli anni in cui il 'New York times' lo battezzò Re Giorgio. E questo è il nostro giudizio politico: di un uomo colto, attento, abile, capace ma che volle farsi re per difendere la Repubblica da se stessa. Di lui resta tuttavia l'amore per la sua Patria, per la nazione e tanto basta perchè il Movimento 5 stelle renda oggi onore al senatore Giorgio Napolitano". Lo ha sottolineato intervenendo nell'Aula di Palazzo Madama il senatore M5S Ettore Licheri, durante la commemorazione del Presidente emerito della Repubblica. "Resta ancora forte e diffuso -ha aggiunto- il nostro ricordo della sua costante, talvolta pervicace, refrattarietà, riluttanza a tutto ciò che poteva ricondursi sotto la parola cambiamento. Eppure accettò di traghettare l'Italia attraverso anni di forti istanze di cambiamento. Di fronte a tanti scandali pubblici, alle deviazioni di apparti dello Stato, agli intrighi di potere, non lo trattenero dall'archiviare come vuote invettive le parole del mio corregionale Enrico Berlinguer, che in quegli anni suggeriva come primo tema che avrebbe dovuto avere la politica di allora la questione morale".
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