Il Tirreno

**Pd: Schlein rilancia su salario minimo, ma su migranti tensioni con Conte e Calenda**

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Roma, 27 set. (Adnkronos) - Il condono, su cui "stanno litigando", è "una specialità della destra" e una "sberla ai contribuenti onesti". Mentre sui migranti, il governo è "solo chiacchiere e distintivo". In attesa degli esiti del Cdm di stasera, Elly Schlein 'boccia' le iniziative annunciate sia sul fronte della manovra che sulla questione migratoria. Lo fa parlando alla Camera ad una conferenza stampa per la presentazione di una pdl costituzionale per inserire l'appartenenza dell'Italia all'Ue in Costituzione. Una sfida agli europeisti della maggioranza. "Vedremo che farà Forza Italia...". La giornata vede anche la calendarizzazione del salario minimo: sarà il 17 ottobre in aula. "Siamo pronti e più forti di prima grazie alle raccolta firme delle forze di opposizione che hanno sostenuto quel testo unitario". Un'azione comune che però fatica a concretizzarsi sul fronte della difesa della sanità pubblica (Calenda denuncia che i 5 Stelle stiano frenando) e che non si intravede affatto sulle politiche migratorie. Anzi. Sia da Azione che da M5S arrivano attacchi al Pd. "Credo che Conte sbagli a usare gli argomenti delle destre. Noi abbiamo fatto sette proposte concrete", rimarca Schlein. Dagli altri insomma solo attacchi, ma proposte zero. Ragionando con i suoi, Schlein mette in conto che con l'avvicinarsi delle europee il gioco si faccia sempre più duro. Però se tutti, non solo la maggioranza, ma pure Azione e M5S si buttano su politiche di destra sull'immigrazione "vorrà dire che per noi si apre uno spazio. Saremo gli unici ad avere una proposta alternativa. Ci sarà solo il Pd a interloquire con il mondo progressista e cattolico". Un 'monopolio' di possibili consensi da parte di tutti quelli che la cosa non la vedono da destra. "E non sono pochi", dicono i dem. Schlein dice di essere "molto soddisfatta" della compattezza del Pd sulle proposte sull'immigrazione. "C'è una linea nuova sia sugli accordi con la Libia che sul superamento della Bossi-Fini". Una linea condivisa, sottolinea la segretaria. E ribatte a Carlo Calenda che taccia di inconsistenza le proposte dem a partire dalla modifica del trattato di Dublino. "Per superare il regolamento di Dublino, ricordo che non serve l'unanimità, basta la maggioranza qualificata. Inutile che qualcuno dica 'eh vabbè, ma tanto non si farà'. Se qualcuno pensa così -sottolinea Schlein- deve smettere di far politica. Si lavora al cambiamento anche laddove è difficile". Un lavoro difficile resta sempre quello di segretario del Pd. L'ultima novità interna sarebbe la nascita di un 'correntone' animato da Dario Franceschini e altri esponenti che hanno sostenuto Schlein al congresso. Lei, di correnti, non ne vuole nemmeno sentir parlare. E 'respinge' i cronisti che le chiedono conto della cosa. "Non commento i retroscena", ripete a tutti. "Io mi muovo sulla scena e la scena sono le proposte che stiamo portando avanti insieme", come le oltre 800 iniziative dell'estate militante. C'è chi valuta l'indiscrezione sul 'correntone' -benchè dovrebbe raccogliere le varie anime che l'hanno sostenuta al congresso- come un'operazione non proprio positiva per Schlein. Non un'area a sostegno, ma piuttosto un'area che si organizza a ogni eventualità. Magari se le europee non dovessero andare bene per il Pd. Un ex come Andrea Marcucci lo mette giù in chiaro: "Pare che i maggiorenti del Pd stiamo costruendo una sorta di cintura di sicurezza attorno al Nazareno, anche per gestire una eventuale transizione. Auguri. La ritrovata mobilità di Franceschini vuol dire che qualcosa si sta preparando".

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