Il Tirreno

Banche: Turco (M5s), 'su extraprofitti errore marchiano governo che penalizza titoli di Stato'

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Roma, 26 ago. (Adnkronos) - "Dopo la presentazione della misura sugli extraprofitti bancari, con il ministro Salvini che annunciava il conseguimento di svariati miliardi di euro di gettito e con il presidente del Consiglio che rivendicava la paternità dell'intervento, il governo Meloni è costretto a dimostrare tutta la sua incapacità nello scrivere la norma, che adesso finisce per danneggiare il bilancio dello Stato. Siamo infatti di fronte a un errore marchiano, come confermano oggi diversi organi di stampa, perché nella declinazione della norma si vanno a colpire anche i rendimenti dei titoli di Stato, rischiando di penalizzarli e di creare un problema enorme nella gestione del debito pubblico, il cui 25% è in mano proprio alle banche e agli altri istituti finanziari". Lo dichiara in una nota Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 stelle, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Conte II e attuale componente della commissione Finanze del Senato. "O siamo al cospetto della più totale inettitudine dell'esecutivo - prosegue il pentastellato -, o qualcuno ha voluto appositamente scrivere una norma sbagliata per far naufragare l'intervento. L'M5S per primo ha proposto un contributo sugli extraprofitti delle banche e di tutti quei settori economici che hanno conseguito profitti inaspettati e straordinari in conseguenza delle emergenze susseguitesi negli ultimi anni, e lo abbiamo fatto perché nella nostra visione è doveroso usare la leva fiscale per redistribuire risorse a favore di quella parte del tessuto sociale che più ha pagato dazio di fronte alle suddette emergenze, prelevando le risorse stesse dalle grandi ricchezze, che in questi anni si sono accumulate approfondendo le diseguaglianze denunciate da tutti i più autorevoli osservatori internazionali". "Il punto vero è che il governo Meloni ha agito sugli extraprofitti non solo in notevole ritardo, ma ha commesso un grave errore tecnico nel definire l’area di tassazione, con il rischio di farsi bocciare l'intervento dalla Banca centrale europea, di danneggiare il nostro debito pubblico e di prestarsi a contenziosi con le banche per le stesse ragioni che hanno innescato contenziosi con le imprese energetiche", conclude Turco.

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