Il Tirreno

Spagna: Della Vedova, 'Vox perde ma scomparsi liberali, segnale per 'terzopolisti''

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Roma, 24 lug. (Adnkronos) - "Mentre aspettavo l’esito dello scrutinio delle elezioni spagnole, ieri sera, mi sono andato a rivedere il comizio di Giorgia Meloni alla manifestazione di Vox. Non quello irrituale e politicamente sfortunatissimo di qualche giorno fa, tenuto online ad una manifestazione elettorale sul 'tempo dei patrioti', ma quello in Andalusia di un anno fa, con la sua veemente arringa reazionaria e manichea a favore della famiglia naturale, contro la presunta ideologia gender e, naturalmente, la grande finanza internazionale. Questo per ricordare cosa sarebbe un’Unione Europea guidata da una maggioranza con Vox e Fratelli d’Italia guidata dal Ppe". Così Benedetto Della Vedova su Fb. "Da ieri questo progetto ha perlomeno perso vento nelle vele. Le elezioni spagnole di ieri hanno segnato la positiva sconfitta della destra di Vox, ma hanno anche visto la fine del partito liberale dell’Alde Ciudadanos, fondato in chiave anti-indipendentista, portato al successo nazionale e poi al fallimento elettorale da Albert Rivera. La sua scelta iniziale dopo il 15% del 2019 di mantenere una equidistanza a livello nazionale tra socialisti, cui negò il sostegno per il governo, e popolari e successivamente la decisione di entrare in maggioranze amministrative con i popolari e l’appoggio di Vox, hanno portato all’azzeramento elettorale e politico di Ciudadanos". "La non presentazione di Ciudadanos alle elezioni di ieri è una pessima notizia per Alde e Renew in vista delle elezioni europee dell’anno prossimo. Credo sia, con tutte le differenze del caso, un segnale per chi anche in Italia da posizioni liberali e riformiste immagina si debba lavorare sulla scomposizione dei poli in una sorta di equidistanza tra essi, piuttosto che sulla costruzione di una alternativa di governo alla destra reazionaria di Meloni". "Penso che una forza o un’aggregazione liberale e riformista contemporanea, oggi, non possa che essere alla opposizione radicale della destra sovranista, anche quella un po’ annacquata di governo e che debba per questo costruire una alternativa e in Italia lo debba fare non 'appiattendosi' sul Pd come qualcuno caricaturizzava, ma al contrario diventando un interlocutore e al contempo un problema per la Schlein e la sua politica delle alleanze", prosegue Della Vedova. "Una forza liberale contemporanea non può pensare che i diritti siano un elemento accessorio e non fondativo, ovviamente insieme ad altri, di una alternativa alle destre europee, perché come abbiamo visto in Spagna e vediamo in Italia, i sovranisti reazionari usano i diritti come tema identitario, prima sul piano della propaganda e poi su quello legislativo e di governo". "La stessa propaganda che stanno usando in vista delle elezioni europee pianificando una campagna elettorale segnata dalla denuncia del presunto fondamentalismo green della attuale Commissione e dell’attuale Parlamento europeo. Naturalmente il green deal non è la Bibbia, può essere corretto, ma bisogna fare attenzione a non avallare il racconto populista, autoassolutorio, che strizza l’occhio ai negazionisti sul clima come strizzava ieri l’occhio ai negazionisti sul Covid".

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