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Pensioni, rivalutazione ridotta nella manovra: da 144 a 1.300 euro di tagli – Le simulazioni della Uil

di Redazione web

	Una sede di Inps
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Una sede di Inps

«Peggio di quanto ipotizzato, questi tagli sono insopportabili», commenta il segretario generale Carmelo Barbagallo

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ROMA. Il nuovo meccanismo di rivalutazione delle pensioni profilato nel testo bollinato della legge di bilancio comporta una stretta sugli assegni pensionistici medio-alti che va da 144 euro per una pensione lorda da 2.500 euro, fino a circa 1.300 euro per una da 6.200 euro. Lo calcola la Uil pensionati in uno studio, che aggiorna il precedente alla luce dell’articolato della finanziaria, ipotizzando un’inflazione al 3% e il trattamento minimo Inps di riferimento pari a 611,85 euro.

Rivalutazione pensioni 2027, Barbagallo: «Tagli insopportabili»

«Peggio di quanto ipotizzato, questi tagli sono insopportabili», commenta il segretario generale, Carmelo Barbagallo. «Non si deve tagliare la rivalutazione, si devono tagliare le tasse ai pensionati. C’è ancora tempo per ripensarci: i pensionati sono 16 milioni e vogliono continuare a dare una mano al Paese».

Pensioni oltre quattro volte il minimo: cosa cambia con la manovra

Il quadro che emerge dalle percentuali di rivalutazione in manovra «è ancora più penalizzante rispetto alle prime indiscrezioni sulla manovra 2027», sottolinea il sindacato. Soprattutto, «il passaggio dal sistema per scaglioni a quello per importi complessivi» comporterebbe «perdite crescenti per le pensioni superiori a quattro volte il minimo».

Fermo restando che per una pensione pari o inferiore a quattro volte il minimo la rivalutazione è del 100%, dai dati dello studio emerge che, invece, una pensione da 2.500 euro lordi mensili perderebbe 144,17 euro all’anno rispetto al mantenimento del sistema per scaglioni.

Da 2.500 a 6.200 euro: quanto si riducono gli aumenti delle pensioni

Per un assegno da 3.000 euro, la perdita sarebbe di 153,92 euro, mentre per una pensione da 3.500 euro raggiungerebbe 574,73 euro annui.

La penalizzazione salirebbe a 711,23 euro all’anno per una pensione da 4.000 euro, a 1.015,43 euro per un assegno da 5.000 euro e a 1.163,63 euro per una pensione da 6.000 euro. Per chi percepisce 6.200 euro lordi mensili, la perdita arriverebbe a 1.314,17 euro annui.

Le nuove percentuali «aggraverebbero quindi il taglio già denunciato dalla Uil pensionati, riducendo ulteriormente gli aumenti destinati a tutelare il potere d’acquisto delle pensioni».

Le stime Uil: importi lordi e minori aumenti su 13 mensilità

Tutti gli importi «sono lordi» e le perdite, «calcolate su 13 mensilità, indicano il minore aumento rispetto al sistema per scaglioni», chiarisce il sindacato.

Inoltre, «per conoscere il tasso di rivalutazione da applicare alle pensioni nel 2027 occorrerà attendere il decreto del Mef, adottato di concerto con il ministero del Lavoro sulla base dei dati Istat, salvo successivo conguaglio», si ricorda.

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