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Meteo in Toscana, irruzione fredda in arrivo: possibili le prime nevicate – Ecco dove potranno cadere i fiocchi

di Tommaso Silvi

	Possibili le prime nevicate in Toscana
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Possibili le prime nevicate in Toscana

Il fine settimana sarà caratterizzato da correnti di Grecale in progressivo rinforzo, temperature in sensibile diminuzione e possibili gelate nelle zone interne. Il Lamma segnala anche forti raffiche di vento e un peggioramento sull'Appennino orientale nella serata di domenica

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Dopo giorni caratterizzati da temperature ancora relativamente miti, l'autunno mostrerà finalmente il suo volto più freddo. L’Italia e quindi anche la Toscana si preparano a un deciso cambiamento delle condizioni meteorologiche, con correnti orientali che porteranno una sensibile diminuzione dei valori termici, soprattutto al Centro-Nord. La giornata da segnare sul calendario è domenica 1° novembre, quando in diverse zone le temperature massime potrebbero risultare inferiori anche di 6-8 gradi rispetto a quelle attuali. Il cambiamento sarà avvertibile non soltanto durante la notte e al primo mattino, ma anche nelle ore centrali della giornata, quando finora il clima ha continuato a mantenersi relativamente gradevole. Il raffreddamento, già anticipato dalla rotazione dei venti dai quadranti orientali, entrerà quindi nella sua fase più evidente tra il fine settimana e l'inizio della prossima settimana.

Temperature in picchiata: le zone più interessate dal raffreddamento

Le elaborazioni dei modelli meteorologici evidenziano una diminuzione termica estesa a gran parte della Penisola. Saranno soprattutto le regioni centrali e settentrionali a risentire dell'ingresso dell'aria più fredda, con riduzioni delle temperature massime che in alcune località potranno raggiungere gli 8 gradi e, localmente, anche superarli. Il calo sarà invece meno pronunciato in alcune aree del Mezzogiorno. Sicilia, parte della Calabria e della Puglia dovrebbero rimanere relativamente più riparate durante questa prima fase, mentre anche in Sardegna la diminuzione prevista appare generalmente più contenuta rispetto alle regioni centro-settentrionali. Le variazioni indicate dai modelli fanno riferimento alle temperature massime attese domenica rispetto a quelle registrate giovedì 29 ottobre. Per comprendere meglio la portata del cambiamento, una riduzione di 8 gradi significa, ad esempio, passare da una massima di 20 a una di 12 gradi.

Arrivano le prime gelate

Un altro elemento da tenere sotto osservazione sarà rappresentato dalle temperature minime. Le proiezioni relative ai prossimi dieci giorni mostrano infatti la possibilità di valori sottozero soprattutto nelle zone montuose, ma il raffreddamento potrebbe interessare anche alcune aree interne e pianeggianti. Sulle Alpi il gelo sarà più diffuso alle quote elevate. Lungo l'Appennino, invece, nelle località montane si potranno raggiungere valori indicativamente compresi tra -2 e -5 gradi. Anche al Sud e sulle isole maggiori le temperature prossime allo zero riguarderanno principalmente i rilievi e le aree interne più alte, mentre lungo le coste il quadro sarà differente. Particolare attenzione dovrà essere riservata alla Pianura Padana e ad alcune zone interne del Centro Italia, dove le minime potrebbero avvicinarsi allo zero e scendere localmente sotto questa soglia. Se le attuali proiezioni saranno confermate, potremmo assistere a una prima diffusione delle gelate stagionali anche a quote relativamente basse.

Novembre comincia con un assaggio d'inverno

L'avvio di novembre potrebbe dunque presentare caratteristiche più vicine alla stagione invernale che a un normale periodo autunnale. Al posto di una fase caratterizzata prevalentemente da piogge e temperature miti, si profila un periodo contraddistinto soprattutto dall'ingresso di aria fredda e da notti progressivamente più rigide. La durata di questa configurazione resta da verificare attraverso i prossimi aggiornamenti. Al momento, tuttavia, il raffreddamento potrebbe proseguire anche nei primi giorni della prossima settimana. Resta inoltre aperta la questione relativa alle possibili ripercussioni di questa fase sull'andamento dell'intero inverno. Trarre conclusioni sulla stagione fredda sarebbe prematuro: un eventuale segnale più significativo potrebbe arrivare dall'evoluzione del riscaldamento stratosferico, fenomeno che merita un approfondimento specifico.

Toscana, arriva il Grecale: raffiche forti domenica

Anche la Toscana sarà interessata dal cambiamento, con l'ingresso di venti di Grecale che contribuiranno a rendere il clima più rigido. Le correnti da nord-est saranno inizialmente deboli o moderate, ma tenderanno a intensificarsi soprattutto lungo la costa, sui rilievi e sull'Arcipelago. Secondo le previsioni del Lamma, venerdì 30 ottobre il territorio regionale sarà interessato da venti moderati nord-orientali, con rinforzi nelle aree maggiormente esposte e una diminuzione delle temperature massime. Sabato 31 ottobre il tempo dovrebbe mantenersi prevalentemente stabile. Il cielo sarà sereno o poco nuvoloso sulla maggior parte della regione, mentre qualche addensamento potrà svilupparsi lungo i crinali appenninici e sui versanti orientali. In queste zone non si escludono deboli e locali pioviggini. La giornata di domenica 1° novembre segnerà un ulteriore passo verso condizioni più fredde. Le temperature diminuiranno ancora e i venti nord-orientali potranno raggiungere intensità sostenute, con forti raffiche nelle zone esposte. Il cielo resterà in prevalenza sereno o poco nuvoloso, ma sull'Appennino orientale sono attese possibili precipitazioni in serata, con nevicate alle quote superiori a 1.100-1.300 metri.

Mari mossi al largo e freddo più intenso nelle zone ventose

Per quanto riguarda le condizioni del mare, sono previsti bacini poco mossi sottocosta e mossi al largo. La presenza del Grecale contribuirà comunque ad accentuare la percezione del freddo, soprattutto lungo la fascia costiera e nelle aree maggiormente esposte alle raffiche. La fase più rigida potrebbe accompagnare la Toscana anche all'inizio della prossima settimana. Saranno soprattutto l'intensità dei venti e l'eventuale evoluzione delle precipitazioni appenniniche gli elementi da seguire nei prossimi aggiornamenti meteorologici.

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