Il caso
Missioni militari, 900 milioni di euro per i C-130J: il progetto tra Pisa e Sigonella
La base della 46° Brigata Aerea è destinata a svolgere un ruolo significativo per la parte logistica. Andrea Quartini, deputato M5s, interroga la Difesa su costi, affidamento e trasparenza delle missioni
PISA. Il territorio di Pisa assume un ruolo sempre più rilevante nell’apparato militare italiano. E con questo crescono gli interrogativi sulla spesa pubblica, sulla trasparenza e sulle attività che le infrastrutture locali sono chiamate a sostenere.
Sul tavolo c’è un programma del valore stimato di almeno 900 milioni di euro per il supporto logistico degli aerei da trasporto C-130J, con la base della 46ª Brigata Aerea destinata a svolgere un ruolo significativo. Ma se gli atti della Difesa dettagliano interventi e obiettivi di efficienza, non consentono di conoscere le singole missioni, le destinazioni e i carichi trasportati.
Ed è su questa distanza che si sviluppa un’interrogazione presentata dal deputato Andrea Quartini del Movimento 5 Stelle al ministro della Difesa. A ricostruire dimensioni e contenuti dell’operazione sono due documenti ufficiali del ministero della Difesa, entrambi datati primo settembre 2026, che abbiamo esaminato: la determina a contrarre e il progetto di fattibilità tecnico-economica.
Base di Pisa e Sigonella, il piano per la flotta e le ore di volo
Il programma riguarda il periodo dal primo agosto 2027 al 31 luglio 2032 e coinvolge gli aeroporti militari di Pisa e Sigonella, in Sicilia. L’obiettivo è garantire, su una flotta di riferimento di 16 velivoli, almeno dieci aerei disponibili e otto efficienti. Il fabbisogno operativo è stimato in circa 7.500 ore di volo all’anno. Il progetto ministeriale stabilisce che il supporto dovrà garantire «l’assolvimento delle missioni e dei compiti assegnati all’Aeronautica Militare».
La manutenzione dei C-130J
Per Pisa, la determina prevede la manutenzione ordinaria degli impianti sul sedime aeroportuale e la valutazione degli interventi per ripristinare l’efficienza dei locali della 46ª Brigata Aerea funzionali alle attività manutentive. Il progetto contempla inoltre un team di manutentori nella base, la gestione di un magazzino interno e un’opzione per installare una tensostruttura in grado di ospitare un C-130J-30. Gli atti non specificano l’esatta ubicazione dei singoli interventi. Il progetto indica l’aeroporto militare di Pisa come sede della 46ª Brigata Aerea e “Main Operative Base”, mentre a Sigonella spetta il ruolo di “Main Logistic Base”.
Appalto militare da 900 milioni
Il conto è quello di un programma che il ministero stima in almeno 900 milioni di euro. La cifra deriva dal precedente contratto, da 527,6 milioni per 66 mesi, aggiornato tenendo conto dell’inflazione e dell’aumento delle prestazioni richieste. Non si tratta però di fondi già stanziati né di un contratto firmato. La determina precisa che il provvedimento «non comporta, pertanto, l’assunzione di impegni di spesa, né costituisce autorizzazione alla stipula del contratto». Quadro economico e copertura finanziaria dovranno essere definiti successivamente. La Difesa intende affidare il servizio, senza previa pubblicazione del bando, a un raggruppamento composto da Lockheed Martin, Leonardo e GE Avio. La motivazione è tecnica: Lockheed Martin è il costruttore dei C-130J e detiene i dati progettuali necessari per garantirne manutenzione e certificazione. Per l’amministrazione il raggruppamento è «l’unico idoneo e qualificato a soddisfare l’impresa». La continuità del servizio e le competenze specialistiche sono le ragioni addotte per giustificare la procedura negoziata. Resta il dato di un affidamento di dimensioni rilevanti per il quale non è prevista una gara con pubblicazione preventiva del bando, sebbene non sia una modalità inedita negli appalti militari.
Missioni militari e carichi trasportati
Ma è sulle attività operative che l’interrogazione alza il tiro. «La documentazione descrive in dettaglio le infrastrutture e gli obiettivi di efficienza, ma non rende di per sé conoscibili le singole missioni operative, i carichi trasportati, le destinazioni e le finalità degli specifici voli di supporto», scrive Quartini. Nell’atto vengono richiamati anche precedenti interrogativi pubblici sui collegamenti tra Pisa e la Libia e sul materiale militare osservato in occasione di un volo proveniente dal Kuwait.
Il volo dal Kuwait atterrato a Pisa e il caso del materiale militare
Il riferimento è al Boeing C-17A Globemaster III dell’aeronautica kuwaitiana atterrato al Galilei il 24 agosto 2026. Immagini diffuse da esponenti di Diritti in Comune mostravano un apparato apparentemente riconducibile a un sistema contraereo Oerlikon da 35 millimetri, identificazione non confermata ufficialmente. Non è stato chiarito se il materiale fosse stato caricato o scaricato a Pisa, né quale fosse la sua provenienza e destinazione. Gli attivisti ipotizzarono un trasferimento per manutenzione o aggiornamento, ma non ci sono elementi per collegare l’episodio al nuovo programma dei C-130J, come fa notare lo stesso Quartini.
Quartini e Galletti chiedono trasparenza
«La documentazione – afferma Quartini – entra nel dettaglio dell’efficienza della flotta e delle infrastrutture ma non consente di conoscere le singole missioni operative, la natura dei carichi trasportati e le relative destinazioni. È un livello di opacità che, davanti a 900 milioni di euro di risorse pubbliche e a un affidamento senza gara, richiede chiarimenti puntuali». Gli fa eco la consigliera regionale Irene Galletti, che stigmatizza la «scelta politica precisa del governo di portare il Paese dentro una logica di guerra, aumentando la spesa militare e investendo su infrastrutture strategiche, evitando un vero confronto pubblico con i cittadini. Nel frattempo mancano risorse per sanità, scuola, ricerca e welfare».
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