Politica
Livorno, muore a 53 anni operaio della Labromare
Alessio Razzauti era un grande tifoso della Juventus e appassionato di motori: il ricordo dei familiari. Generoso, pronto sempre a dare una mano agli altri
LIVORNO. La sua famiglia, in passato, ha gestito lo storico distributore Esso di via dell’Ardenza, nel quartiere della Rosa. Anche lui, da giovanissimo, ha lavorato lì. È morto a 53 anni Alessio Razzauti, operaio specializzato per la Labromare e conosciutissimo in città. Una «persona buona», come ricordano in lacrime i familiari. Generoso, pronto sempre a dare una mano agli altri, a chiunque glielo chiedesse.
Sposato con Emma, originaria di Brindisi, per un certo periodo aveva vissuto con lei nel Sud Italia prima che insieme tornassero a Livorno. Lavorava da tempo per la conosciutissima azienda livornese, per la quale si occupava – fra le altre mansioni – della manutenzione dei depositi. A ricordarlo sono i fratelli Michele (il maggiore) ed Erika. Alessio, nel luglio dell’anno scorso, aveva scoperto la malattia. L’operazione prima di Natale, poi il decorso non semplice e, due giorni fa, il dramma che ha sconvolto tutti.
Una tragedia che strappa alla vita una persona buona, che amava il prossimo ed era adorato e benvoluto da tutti. Familiari ovviamente, ma anche colleghi e conoscenti. «Amava divertirsi, aiutava tutti – le parole di Erika e Michele – ci mancherà moltissimo. Nostro fratello lavorava per la Labromare, andava anche a fare le pulizie in mare. Fra le sue passioni, oltre al mare, anche la montagna: era bravissimo a sciare, appena poteva andava infatti in settimana bianca». Tifosissimo della Juventus, spesso viaggiava fino a Torino per vedere le partite casalinghe dei bianconeri, in campionato e non solo. Il calcio, infatti, era una delle sue grandi passioni. Ma non solo Formula Uno e MotoGp erano il suo passatempo.
Fan della Ferrari, e di Valentino Rossi quando correva, non si perdeva praticamente un Gran Premio. «L’automobilismo lo amava a tutto tondo – prosegue Michele, ricordando suo fratello – e gli piaceva guidare le belle macchine. Era molto appassionato, le moto invece no: non ne aveva, ma gli piaceva moltissimo guardare le gare in tv, lo faceva ogni domenica». Da ieri mattina per l’ultimo saluto è stata allestita la camera ardente alla cappella mortuaria dell’ospedale, in viale Vittorio Alfieri. Poi la cremazione al cimitero comunale dei Lupi di via don Aldo Mei, alla Cigna.
A rendergli omaggio anche il delegato provinciale del Coni labronico, l’imprenditore Giovanni Giannone, che si è unito al dolore dei familiari, in primis dei genitori del cinquantatreenne, con parole al miele per tutti loro: «Un grandissimo lavoratore, una bravissima persona, come del resto la sua famiglia», le sue parole. In tantissimi si sono uniti all’immane dolore dei parenti. «Ciao Razzo», scrive su Facebook un amico che, in gioventù, usciva nel suo gruppo. Lo ricorda come «una bravissima persona, di cuore». «Arrivederci “cognatino” mio», il messaggio sui social di una parente, Susy Voliani. Innumerevoli sono i ricordi sul web. «Anche se la vita ci ha portato su strade diverse, i ricordi e gli anni passati insieme restano. Ciao Alessio, ti ricorderò con affetto», il commento di Emiliano Vannucci.
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