Italia
Piani Regolatori Portuali, Assiterminal: «Valutare il quadro di insieme»
L’associazione dei terminalisti entra nel vivo di uno degli argomenti maggiormente dibattuti nel quadro della legge di riforma del settore attualmente al vaglio del Parlamento
ROMA. Entra sempre più nel vivo il dibattito sul disegno di legge di riforma della portualità italiana, attualmente in discussione all’interno della IX commissione della Camera dei Deputati. Su una delle questioni maggiormente controverse, ovvero le competenze in merito ai piani regolatori dei porti, si segnala l’intervento di Assiterminal. Per l’associazione dei terminalisti, la flessibilità dei PRP deve tener conto del mercato rilevante, in cui operano i porti.
Assiterminal ricorda che all’interno degli scali, i terminal operano in regime di concorrenza ma hanno evidentemente assetti concessori anche delineati sulla base di perimetri di mercato e di ambiti che ne devono consentire la valorizzazione in termini di efficienza, rispetto dei piani economico finanziari, progetti di sviluppo.
“Guardando a oggi, ma soprattutto al futuro – spiega il direttore, Alessandro Ferrari - i porti non possono più certamente essere identificati solo come singoli scali ma come un insieme di capacità di offerta che il sistema paese mette a disposizione del proprio mercato industriale, con uno sguardo attento allargato quantomeno al Mediterraneo e un altro al resto dell’Europa. Questo è anche lo spirito del Disegno di Legge in funzione del quale qualsivoglia effetto non potrà essere retroattivo: dicesi certezza del diritto”.
Assiterminal richiama poi un altro concetto sulle concessioni demaniali portuali, sottolineando che «gli strumenti di pianificazione, siano essi il Piano nazionale delle Infrastrutture, i Piani regolatori portuali, nonché i Documenti di pianificazione strategica di sistema, è necessario che siano coerenti con una visione di insieme del mercato della logistica marittima e terrestre su cui gli stessi impattano in combinato disposto, considerando che sulla base dei criteri normativi ad oggi vigenti l’operatore terminalista ha costruito, insieme all’amministrazione pubblica, il suo piano di impresa e la sua stessa ragione di operare in virtù del principio di efficacia e efficienza, nonché di valorizzazione del demanio portuale, nonché, infine, legittimamente, della sua capacità di produrre marginalità».
Sulla base di queste considerazioni, che certamente presuppongono flessibilità di approccio e modelli di gestione adeguati, Assiterminal auspica che proseguano il confronto all’interno della Commissione Trasporti della Camera e l’interazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
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