L’approfondimento
Bollette, quanto aumenteranno e chi pagherà di più: tutte le risposte alle domande più frequenti dei cittadini
La crisi energetica colpisce soprattutto i più deboli, le famiglie numerose e i pensionati La mazzata annunciata da Arera per gli utenti vulnerabili: 236 euro in più all’anno
Nessuna sorpresa. Eppure, l’attesa stangata sulle bollette dell’elettricità fa male. È la conseguenza della crisi energetica, che sta colpendo soprattutto i più deboli, le famiglie numerose e i pensionati. A dare la misura è quanto annunciato dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera): la tariffa della luce nel quarto trimestre di quest’anno aumenterà del 37,3 per cento rispetto al trimestre precedente. L’aggiornamento riguarda i tre milioni di clienti vulnerabili attualmente serviti in Maggior Tutela, circa 190mila i toscani che ricevono attualmente la bolletta elettrica tutelata. Si tratta del regime che dal 1° luglio 2024 è riservato alle persone che possiedono determinati requisiti, tra cui avere almeno 75 anni, beneficiare del bonus sociale per difficoltà economiche o trovarsi in determinate condizioni di disabilità o salute. Ma è un impatto che dà un’idea di qual è la tendenza dei prezzi per chi ha il contratto a prezzo variabile. «L’aumento è dovuto all’incremento dei costi di acquisto dell’energia elettrica, che riflette le attese di crescita del prezzo all’ingrosso (Pun) nel prossimo trimestre nonché la formazione, nel terzo trimestre ormai terminato, di prezzi all’ingrosso più elevati di quelli stimabili a giugno scorso. Continua infatti a pesare l’instabilità del quadro geopolitico internazionale, che incide sui prezzi delle materie prime energetiche e, in particolare, del gas naturale a cui i valori all’ingrosso dell’elettricità restano ancora strettamente legati». Tirate le somme, si tratta del quarto prezzo più alto di sempre, inferiore solo a quelli del quarto trimestre 2022, quando si raggiunse il record storico per via della guerra in Ucraina, del primo trimestre 2023 e 2022. Ma per comprenderne la portata si deve partire da un caso concreto. Il cliente tipo che consuma 2mila kWh all’anno e ha una potenza impegnata pari a 3 kW la stangata del più 37,3 per cento si traduce in una spesa di 236 euro in più su base annua. In pratica, il conto per i prossimi dodici mesi, dal 1° ottobre di quest’anno al 30 settembre 2027, e ipotizzando prezzi costanti per un utente vulnerabile la bolletta sale a 869 euro. Ma c’è dell’altro. Al conto si devono sommare i 1.581 euro dell’utente tipo che consuma 1.100 metri cubi di gas, determinano una stangata pari a 2. 450 euro.
Il paradosso
«Agli utenti vulnerabili vanno garantite condizioni economiche più vantaggiose rispetto a quelle praticate sul mercato libero», premette Gabriele Melluso, presidente Assoutenti. «Oggi gli utenti vulnerabili si ritrovano nella situazione paradossale di pagare tariffe elettriche più elevate non solo di quelle dei clienti del Servizio a tutele graduali, ma anche del mercato libero, come dimostrano le offerte lanciate da Eni ed Enel – spiega il presidente Melluso –. Ciò avviene nonostante si tratti di soggetti fragili che andrebbero adeguatamente tutelati dai rialzi dei prezzi». Da qui la richiesta di convocare con urgenza la commissione allerta rapida prezzi presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’Osservatorio prezzi di Arera, per dare un quadro chiaro all’utenza. Altrimenti, Assoutenti prevede che in assenza di adeguati strumenti ad Arera «la maggior tutela è destinata a scomparire – conclude –, considerato che i clienti vulnerabili passeranno in massa a quello libero allo scopo di risparmiare sulle bollette».
L’alternativa
A sgonfiare l’allarme è Elettricità Futura, la principale associazione della filiera industriale nazionale dell’energia elettrica che rappresenta oltre il 70 per cento del mercato elettrico italiano. «Sul mercato libero gli operatori grazie a contratti a lungo termine possono offrire risparmi anche del 50 per cento rispetto alle attuali tariffe indicizzate», sostiene Salvatore Pinto, presidente di Elettricità Futura. Che prosegue: «L’acquirente unico, invece, operando sulle regole fissate da Arera, resta molto legato all’andamento del prezzo all’ingrosso. Il risultato è che oggi i clienti più fragili pagano la componente energia più di chi ha scelto i contratti a prezzo fisso del mercato libero. Chi li ha sottoscritti in precedenza continua a pagare i prezzi pre-Hormuz, ma anche oggi si trovano offerte a 24 mesi con la componente energia a 108 euro/mWh, circa il 60 per cento in meno rispetto ai 269 euro cui è stato fissato il prezzo della componente energia della Maggior Tutela». Che sottolinea: «I prezzi fissi praticati dal mercato libero non sono una misura emergenziale che dura qualche settimana, ma proteggono le famiglie per anni e sono già stati scelti dalla maggior parte degli utenti del mercato libero, che per questo non hanno subito i contraccolpi delle crisi geopolitiche. Il mercato libero funziona e va difeso».
Che cosa fare
Il primo passo è controllare la propria bolletta. Per l’elettricità devono essere individuabili le informazioni relative al regime di fornitura: mercato libero, Maggior Tutela oppure, nei casi interessati dal passaggio del 2024, Servizio a Tutele Graduali. Un cliente vulnerabile che è ancora nella Maggior Tutela vedrà applicate automaticamente le nuove condizioni dal 1° ottobre. Può comunque decidere di passare al mercato libero. Al contrario, chi è già nel mercato libero non sarà automaticamente interessato dal +37,3% stabilito da Arera per la Maggior Tutela. L’effetto sulla sua bolletta dipenderà dal contratto sottoscritto. Con un prezzo fisso, la componente energia resta quella concordata per la durata prevista. Con un contratto variabile, invece, il prezzo può aumentare o diminuire in funzione dell’indice previsto dalle condizioni contrattuali, spesso collegato all’andamento del mercato all’ingrosso. Per confrontare le offerte sul mercato libero, oltre al prezzo della materia prima energia, bisogna verificare il costo di commercializzazione e vendita, che è l’unica altra componente della bolletta che dipende dal fornitore.
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