Art, relazione annuale al Parlamento guardando alle future generazioni
Il presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, Nicola Zaccheo, ha illustrato a Palazzo Madama l’attività svolta: particolare attenzione all’effetto dell’intelligenza artificiale
ROMA. L’Art guarda al futuro e in particolare alle giovani generazioni e a quella che potrà essere l’incidenza dell’intelligenza artificiale nel settore. L’Autorità di Regolazione dei Trasporti, istituita quindici anni fa, con il compito di regolare il mercato dei trasporti e garantire l'accesso equo alle infrastrutture, promuovendo la concorrenza, l'efficienza e la tutela dei diritti dei passeggeri, ha presentato a Palazzo Madama la sua tredicesima relazione annuale. E un’attenzione particolare ai giovani emerge dal documento presentato al Parlamento dal presidente, il professor Nicola Zaccheo, che in oltre 250 pagine ha descritto le diverse attività svolte dall’autorità nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026.
Un’analisi, quella condotta da Zaccheo, divisa in quattro parti, la prima delle quali dedicata proprio all’intelligenza artificiale e al possibile impiego della valutazione di impatto generazionale. La seconda parte reca la descrizione delle attività rese nei diversi ambiti di trasporto dall’Autorità, nell’esercizio delle proprie competenze, incluse le funzioni esercitate in materia di tutela dei diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario, con autobus e per mare e vie navigabili interne, mentre la terza illustra i dati economici inerenti alle diverse modalità di trasporto, ai servizi e alle infrastrutture. L’ultima parte, infine, fornisce un elenco delle delibere e dei pareri adottati nel periodo di riferimento.
Nella sua introduzione, il presidente di ART ha sottolineato, tra l’altro, che “l’Autorità è chiamata a rafforzare la propria capacità di interpretare scenari complessi, assicurando un equilibrato contemperamento tra innovazione, tutela dei diritti e inclusività, e promuovendo un quadro regolatorio idoneo a sostenere l’adozione delle nuove tecnologie, per accompagnare efficacemente la transizione verso un sistema dei trasporti intelligente, sostenibile e orientato ai bisogni delle persone”.
Particolarmente interessanti i dati riguardanti il settore marittimo. Per quanto riguarda l’aspetto prettamente economico, nella relazione si legge che nei 280 porti italiani, nel periodo considerato, sono transitati 93 milioni di passeggeri, l’84,9% dei quali nell’ambito nazionale. Le navi approdate sulle banchine degli scali marittimi italiani sono state ben 446 mila e il 32,1% delle merci movimentate avevano origine e destinazione nazionale.
Oltremodo interessanti i dati relativi all’attività svolta da ART nel settore del trasporto marittimo, al di là delle delibere e dei diversi interventi, e riferiti in particolare all’attività di controllo. Ebbene, nel periodo considerato l’Autorità ha ricevuto, tra l’altro, 1115 richieste di indennizzo, 903 segnalazione di ritardi e 661 richieste di rimborso. L’87,8% delle istanze sono pervenute da utenti dei servizi a mercato, che hanno determinato l’irrogazione del 59% di sanzioni, il 36% delle quali pagate in misura ridotta. Solo nel 5% dei casi si è arrivati a un’archiviazione.
«Le principali problematiche – si legge nella relazione annuale – sono state legate a questioni economiche e operative: la compensazione economica per il ritardo all’arrivo (indennizzo) è il motivo più frequente, seguito dai disagi causati da ritardi e perdite di coincidenze. Un volume considerevole di istanze riguarda anche i rimborsi, le cancellazioni e la mancata risposta ai reclami. Emergono, inoltre, temi come la mancanza di qualità, di informazioni e assistenza, problematiche nella vendita dei biglietti e nell’offerta del trasporto alternativo; le istanze relative ai diritti delle PMR occupano una quota decisamente marginale nel totale delle istanze».
«L’attività sanzionatoria dell'ART – si legge ancora nella relazione annuale – si concentra prevalentemente sulle fasi di gestione del disservizio e del post-vendita. Il dato più rilevante, nell’ambito dei procedimenti avviati e conclusi nel quinquennio di riferimento, è rappresentato dalle criticità riscontrate nel trattamento dei reclami, che da solo costituisce circa un terzo del totale; si rileva, infatti, una difficoltà strutturale dei vettori nel rispettare i tempi di risposta previsti nel regolamento e nel fornire un riscontro adeguato alle istanze dei passeggeri. Quasi con la stessa frequenza si riscontrano problematiche riguardanti la scelta tra il trasporto alternativo a condizioni simili e il rimborso del biglietto, seguite dalla mancanza di informazioni in caso di cancellazioni e ritardi alla partenza».
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