L'analisi
Maltempo in Toscana, a Bagnone caduti 265 millimetri di pioggia in tre ore. Il Lamma: «Valori sbalorditivi, la sfida è l’adattamento»
L’analisi del Consorzio dopo l’ondata di maltempo che ha attraversato la regione. Le piogge in Lunigiana hanno raggiunto cumulati record fra i 320 e i 390 millimetri in tre ore
Il Consorzio Lamma li definisce «valori sbalorditivi». Un aggettivo raro nel linguaggio dei meteorologi, che immaginiamo non sia certo stato scelto a caso. Il riferimento è alla quantità di pioggia caduta in poche ore - tre per essere precisi - in una ristretta zona della Lunigiana, a nord est di Villafranca. Un picco compreso tra i 320-390 millimetri caduti tra le 8 e le 11 del mattino di ieri, 22 agosto, in una giornata di allerta meteo per temporali di colore arancione. «Valori eccezionali», li definisce ancora il Lamma, «anche per questa zona della Toscana, più abituata di altre ai forti nubifragi». E allargando il campo, nelle zone nord occidentali della regione, in 36 ore i cumulati registrati restano comunque importanti con valori spesso tra 80 e 140 mm.
Il record di pioggia a Bagnone
L’analisi del Lamma entra poi nel dettaglio dei cumulati massimi registrati dalla stazione meteorologica di Bagnone, in provincia di Massa Carrara, uno dei comuni più colpiti dal maltempo di ieri. Qui, a causa delle intense precipitazioni, il torrente Bagnone ha raggiunto un livello di piena storico, toccando i 4,45 metri. Il precedente primato, 3,47 metri, risaliva a fine ottobre 2023. Dopo il picco, il livello del corso d’acqua è progressivamente sceso, tornando sotto la soglia di primo livello di guardia e senza presentare ulteriori criticità. Ma la paura è stata tanta. E i danni sul territorio ci sono stati.
Osservando i cumulati massimi puntuali registrati dalla stazione di Bagnone (dati riportati dal Lamma, ndr) si nota che in quell’area sono caduti «14 mm in 5 minuti, 20 mm in 10 minuti, 35 mm in 15 minuti, 70 mm in 30 minuti, 130 mm in un’ora, fino a raggiungere 265 mm in tre ore».
(La mappa pubblicata dal Consorzio Lamma)
Vivere in un clima sempre più caldo
«Da eventi simili dobbiamo partire per comprendere che cosa significhi, concretamente, vivere in un clima sempre più caldo - spiegano dal Lamma - Non perché un'estate rovente debba necessariamente essere seguita da nubifragi eccezionali, ma perché un’atmosfera e mari più caldi mettono a disposizione, se si creano le condizioni meteorologiche favorevoli, maggiori quantità di calore e vapore acqueo capaci di causare fenomeni precipitativi così estremi».
«Fenomeni di questo tipo sono anche avvenuti nel passato - chiariscono poi - ma ciò che preoccupa è la possibilità che, in un clima più caldo, gli eventi estremi raggiungano con maggiore facilità intensità così elevate».
La capacità di gestione
C’è poi la questione della capacità dei territori di far fronte a fenomeni sempre più estremi. Questione che il Lamma tocca, sottolineando che «265 mm in tre ore sono una quantità d'acqua difficilmente gestibile da qualunque territorio in un intervallo di tempo così breve», spiegano i tecnici. Che poi aggiungono: «È probabilmente questo il punto su cui dovremo riflettere sempre di più nei prossimi anni: non soltanto quanto cambierà il clima, ma quanto saremo preparati ad affrontarne gli estremi attraverso le opere di adattamento e di prevenzione».
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