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Toscana

Il commento

La morte di Igor Protti, il goleador che con l'esempio ha regalato assist alle nostre vite

di Federico Lazzotti

	Igor Protti con la maglia del Livorno nel campionato di Serie A 2004-2005 contro la Roma 
Igor Protti con la maglia del Livorno nel campionato di Serie A 2004-2005 contro la Roma 

Dall'etica del lavoro per migliorare fino a conquisatre il titolo di capocannoniere in Serie A, al valore della promessa: «Tornerò a Livorno e vi porterò in Serie B». Fino agli appelli alla prevenzione e al non sprecare il proprio tempo

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Igor Protti era nato per segnare, ma ora che se n’è andato, ci lascia una cosa più preziosa dei gol: i suoi assist. Lanci lunghi e tocchi deliziosi arrivati tra i piedi delle nostre esistenze grazie alle sue esperienze. Lo ha fatto con l’esempio e non con i pipponi. Anche perché, fuori dal campo, parlava poco e mai a sproposito. Ci ha dimostrato, senza avere un fisico da ultra atleta, che col lavoro e l’impegno si può arrivare lontano, perfino vincere la classifica di capocannoniere in Serie A giocando in una squadra che retrocede. «Quando nelle giovanili del Rimini allenava Sacchi – raccontava – diceva che al massimo sarei arrivato in Serie C. E allora aveva ragione».

In un calcio di mercenari che giocano per l’ingaggio, è stato bandiera del football di periferia: idolatrato dalle curve e rispettato dagli avversari. Ci ha ricordato, in un tempo di quaquaraquà, che le promesse si fanno e si mantengono. «Tornerò e vi porterò in Serie B», disse lasciando Livorno quando aveva ancora le spalle strette. Ha fatto molto di più.

E ha continuato a farlo quando ha deciso di smettere: con la maglia amaranto, allo stadio Picchi, contro la Juve di Cannavaro e Del Piero. Perché anche uscendo di scena si può essere banali o signori. Ha fatto lo stesso quando ha scoperto la malattia e ci ha messo davanti alla porta delle nostre responsabilità. «Controllatevi al primo sintomo, la prevenzione è determinante».

E infine l’ultima rovesciata, il passaggio più bello, accompagnare la figlia all’altare: «Non sprecate il tempo», il messaggio. Grazie degli assist Igor, ora tocca a noi provare a fare gol.
 

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