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Carburanti e taglio accise, che cosa succede ai prezzi di benzina e gasolio dopo il primo maggio? Perché l’ultimo Cdm sarà decisivo – Scenari e date

di Redazione web

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi il 30 aprile, fra gli altri provvedimenti attesi figura anche il Piano casa: «Siamo stati più efficaci, più previdenti, più tempestivi di altri e continueremo a esserlo»

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ROMA. Secondo quanto si apprende, il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi domani – giovedì 30 aprile – alle ore 16. All’ordine del giorno è prevista la proroga del taglio delle accise: un intervento della durata di 15 giorni che, come spiegato ieri – 28 aprile – in conferenza stampa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dovrebbe questa volta concentrarsi sul prezzo del gasolio. Tra gli altri provvedimenti attesi figura anche il Piano casa.

Gli interventi dei ministri

«Stiamo valutando di andare oltre il primo maggio per un trattamento diverso su benzina e gasolio in base agli aumenti che hanno avuto». Così il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti nelle risposte durante l’audizione sul Dfp a Montecitorio sulla proroga del taglio delle accise in scadenza venerdì primo maggio.

«Domani in Cdm sarà realizzata la misura per consentire di tenere sotto controllo il prezzo dei carburanti, come abbiamo fatto in questi mesi. Siamo stati più efficaci, più previdenti, più tempestivi di altri e continueremo a esserlo anche nelle prossime settimane soprattutto per evitare le conseguenze sul tasso di inflazione». Lo afferma il ministro delle Imprese e del made In Italy Adolfo Urso a margine dell’assemblea di Unioncamere. «Vedremo i dati di aprile – osserva Urso – speriamo siano altrettanto confortanti», come quelli degli ultimi mesi anche guardando alla media di altri Paesi Ue.

«Stiamo lavorando» alla proroga del taglio delle accise e «una delle idee è quella di concentrarci soprattutto sul gasolio, perché il gasolio ha subito degli effetti più devastanti rispetto alla benzina. Adesso vediamo in questi giorni, il Mef ci sta lavorando per trovare evidentemente le risorse a copertura di questo provvedimento». Così, invece, il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, a RaiNews24.

Salvini su carburanti

«In una situazione eccezionale i vincoli che comportano il Patto di Stabilità e Crescita non possono essere condivisi a pena di bloccare l’intero Paese. Io mi rifiuto di pensare di rispettare delle regole che in questo momento non aiutano il sostegno del Paese». Così il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini rispondendo al Question Time alla Camera. «Faremo tutto quello che è possibile per venire incontro alle imprese dell’autotrasporto, agricoltori e pescatori», ha concluso.

Il ministro ha ricordato che «dallo scoppio della guerra il governo non è rimasto fermo, anzi è stato il primo in Europa per quantità e rapidità di intervento a cercare di intervenire per ridurre l’aumento delle accise sui carburanti, sempre nel rispetto dei benedetti vincoli europei. Al 27 aprile i prezzi medi nazionali alla pompa in modalità self risultano pari a 1,74 euro al litro per la benzina e 2,06 euro al litro per il gasolio: rispetto al 27 febbraio, cioè prima dello scoppio dello sciagurato conflitto, registriamo un aumento di 7 centesimi al litro per la benzina e di ben 33 centesimi per il gasolio. Questi numeri incorporano già l’effetto dell’intervento del Governo che, dal 19 marzo, ha ridotto la componente fiscale di 25 centesimi al litro su entrambi i carburanti. Senza gli aumenti sarebbero stati ben più pesanti: 31 centesimi al litro per la benzina e addirittura 58 centesimi per il gasolio».

I voli

«Le tensioni in aree strategiche per le energie stanno creando instabilità nei mercati. Il 50% del carburante per aerei destinato agli aeroporti italiani transita per Hormuz, mentre la restante metà è fornita da altri Paesi, tra cui Libia e Egitto. Precisiamo che le riserve disponibili in Italia garantiscono l’operatività almeno fino a tutto il mese di maggio. La nostra situazione risulta più solida rispetto a quella di gran parte degli Stati europei. Non siamo di fronte a un’emergenza che mette a rischio la sicurezza dei voli o la continuità del sistema. Il nostro Paese regge, perché c’è un lavoro quotidiano coordinato tra il Mit, il Mase, l’Enac, i gestori aeroportuali e tutta la filiera». Così il ministro delle Infrastrutture rispondendo al Question Time alla Camera. «Non nascondiamo la preoccupazione ma la stiamo gestendo», ha aggiunto.

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