Il mito
Pontedera, il Vespa Club dei record: 40 anni e non sentirli
Compleanno doppio per i fan della due ruote di Pontedera. La presidente: «Ognuno di noi si porta dietro la sua storia»
Un compleanno doppio. Quello della Vespa (80 anni). E quello della rinascita del Vespa Club Pontedera (40 anni). Tempo di celebrazioni sotto lo slogan “80... voglia di Vespa” con tanto di raduno nazionale a Pontedera sabato e domenica prossimi, valevole peraltro per il campionato nazionale.
«Questa concomitanza è davvero particolare, soprattutto perché per noi la Vespa è un’icona più che per altri. Ognuno di noi si porta dietro una sua storia. Mio babbo ha lavorato alla Piaggio per 37 anni e mezzo. Tutti in casa respiriamo Piaggio. Siamo coinvolti in modo viscerale». Un insieme di emozioni e sentimenti che traspare in maniera evidente dalle parole di Benedetta Macchi, l’attuale e prima presidente donna del Vespa Club Pontedera, di recente premiato per essere la compagine toscana con più iscritti (circa 600).
Giorni di preparativi intensi per il club in vista del raduno nazionale che comprende un giro turistico su strada aperta al traffico e un percorso con staffetta. «Un modo – dice Benedetta Macchi – per rivedere tanti amici che vengono da ogni parte d’Italia e con i quali condividiamo la stessa passione. Faremo conoscere il nostro territorio, il territorio della Vespa, e andremo verso Peccioli ripercorrendo il tracciato del Vespa World».
Ma sarà anche un modo per riannodare i fili di una storia entrata nel mito che attraversa le epoche. A partire da quel 23 ottobre 1949 quando, all’Hotel Belmare di Viareggio, si costituì ufficialmente il “Vespa Club d’Italia”.
Allora erano trascorsi poco più di tre anni dalla produzione della prima Vespa negli stabilimenti Piaggio di Pontedera e il successo era stato subito straordinario. «Un nuovo mezzo di libertà – scrive il club per spiegare cos’è stata quella “rivoluzione” su due ruote – che genera un fortissimo spirito di aggregazione in tutta Italia». Nascono così i primi Vespa Club in ogni città, grandi e piccole.
Nel 1953, dopo un periodo di fermento e passione, un gruppo di amici, dipendenti Piaggio e possessori di Vespa, fondò ufficialmente il Vespa Club Pontedera. L’annuncio apparve nel giugno dello stesso anno sul giornale “Vespa Club d’Italia”. Il club si inserì naturalmente nella tradizione e nella storia della città che ha dato i natali alla Vespa.
Negli anni e decenni successivi, il Vespa Club Pontedera ha organizzato manifestazioni sportive, turistiche e culturali, partecipando a eventi di rilievo nazionale e internazionale, tra cui l’Eurovespa, una grande manifestazione tuttora esistente che ogni anno si svolge in una diversa nazione europea.
Alla fine degli anni Sessanta diversi fattori, economici e di mercato, colpirono però il settore scooteristico e associativo.
Nel febbraio 1971, il consiglio del Vespa Club d’Italia decise lo scioglimento del movimento dopo quasi 22 anni di attività. Nello stesso anno anche il Vespa Club Pontedera chiuse ufficialmente.
Invece la passione non si era spenta: molti soci continuarono le attività in modo autonomo, mantenendo viva la tradizione vespistica. Così, grazie alla tenacia dei club locali, il Vespa Club d’Italia venne ricostituito nel 1981.
L’entusiasmo crebbe rapidamente e nel 1986, in occasione del 40º anniversario della Vespa, un gruppo di amici di Pontedera e dintorni fondò nuovamente il Vespa Club Pontedera. Una nuova partenza, la rifondazione.
Ora si guarda indietro per guardare avanti. E questo, come sottolinea Macchi, è uno dei principali propositi del club «che vuole trasferire anche alle giovani generazioni la passione per la Vespa, il suo mito, ciò che ha rappresentato e che ancora rappresenta».
Anche per questo il doppio compleanno richiede un impegno notevole. «Infatti – dice la presidente – vorremmo allungare il più possibile la ricorrenza con una serie di iniziative, in una sorta di giubileo della Vespa». Si va così da eventi in concomitanza con la Notte Bianca di Pontedera al concorso per la vetrina più bella, fino a un’esposizione statica in estate con le Vespe suddivise per ventenni di produzione. E ancora, il 17 maggio, una “transumanza” in collaborazione con il Caseificio Busti e il Vespa Club Pisa da Acciaiolo a Metello.
A proposito di eventi storici, il prossimo 30 aprile nella città della Vespa arriverà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E il club non nasconde il desiderio di ritagliarsi un posticino. «Spero che saremo coinvolti – conclude Benedetta Macchi –. Mi piacerebbe che il club potesse essere reso partecipe in qualche forma».
