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Scandalo Escort a Milano, i nomi dei calciatori nelle carte dell’inchiesta: Inter, Milan e non solo – «Trova una tipa da s***are»

di Redazione web

	I nomi nell'inchiesta
I nomi nell'inchiesta

Nei documenti della Procura emergono telefonate, contatti e riferimenti incrociati che coinvolgono giocatori di Serie A e top club europei, con dettagli finora rimasti fuori dai riflettori

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Nuovi dettagli emergono dall’indagine milanese sul giro di escort riconducibile alla rete “Ma.De”, la struttura guidata da Emanuele Buttini e Deborah Ronchi. Come riportato da Il Giornale e ripreso anche da OpenOnline, nelle carte compaiono riferimenti a diversi nomi del mondo del calcio, alcuni dei quali non oscurati nelle ordinanze.

Le citazioni nelle richieste della Procura

Nell’ordinanza di custodia cautelare – quella che ha portato agli arresti Buttini, Ronchi e due collaboratori – i nomi dei clienti risultano omissati, poiché il sesso a pagamento non costituisce reato. Tuttavia, alcuni riferimenti restano leggibili: tra questi Marcus Pedersen del Torino e Christian Volpato del Sassuolo. Nella richiesta della pm Bruna Albertini alla gip Chiara Valori compare anche il nome di Cheickh Niasse, centrocampista del Verona. Secondo quanto riportato, il 17 novembre scorso si sarebbe trovato all’hotel Il Duca insieme a una ragazza che, in una conversazione intercettata, chiedeva a un’amica di procurarle i “palloncini”, termine usato per indicare il gas inalato per sballarsi e aggirare i controlli antidoping.

Le otto telefonate attribuite a Stankovic

Sempre nella documentazione della Procura emerge il nome di Dejan Stankovic, ex giocatore di Inter e Lazio: Il Giornale scrive che dagli atti risultano otto telefonate con un’utenza telefonica intestata all’ex calciatore. Tra i nomi citati figura anche Daniel Maldini, attualmente alla Lazio, ritratto in passato in foto pubbliche insieme a Buttini a Mykonos.

L’elenco delle parole chiave e i nomi non confermati

Secondo Il Giornale, per arrivare alla stima dei circa 50 calciatori coinvolti occorre analizzare le parole chiave presenti nel decreto di perquisizione. Alcuni nomi, pur comparendo negli atti, non trovano riscontri in fonti pubbliche e non possono essere considerati collegati con certezza all’inchiesta. Tra questi, per Inter e Milan, compaiono: Bastoni, Bellanova, Bisseck, Hakimi, Coutinho, Skriniar, Carlos Augusto, De Winter, Leao, Giroud, Menez.

I locali del circuito “Ma.De” e i riferimenti alle squadre

I locali frequentati da Buttini — il cosiddetto circuito “Made” — sarebbero stati un punto di riferimento anche per giocatori di squadre in trasferta a Milano. Le parole chiave citate negli atti rimandano a diversi club:

  • Arsenal e Nazionale italiana attraverso il nome “Calafiori”;
  • Juventus tramite i riferimenti “Hisen”, “Vlahovic”, “Arthur Melo” e, con minore certezza, “Alvaro”;
  • Atalanta con “Scamacca” e “Ruggeri”;
  • Lazio con Maldini e Nuno Tavares.

La struttura dell’organizzazione

L’indagine ruota attorno alla società “Ma.De Milano”, con sede a Cinisello Balsamo. Oltre a Buttini e Ronchi, risultano coinvolti i collaboratori Alessio Salamone e Amilton Fraga, anch’essi ai domiciliari, oltre ad altri due indagati. Nell’ordinanza della gip Valori compaiono i primi cinque nomi dei clienti: giocatori — non indagati — di Torino, Sassuolo, Monza e Verona. In totale, secondo gli atti, sarebbero circa settanta gli sportivi che avrebbero avuto contatti con l’organizzazione. In una delle intercettazioni riportate, Buttini e Salamone discutono dei pagamenti da recuperare: «Devo capire un attimo quanti soldi devo recuperare tra sabato e domenica», dice Salamone. L’altro replica: «Allora 1.000 da P. … ti dico V. al volo: 3.420», riferendosi a due sportivi.

Non solo calciatori: anche un pilota di Formula 1

Le intercettazioni mostrano che la clientela non si limitava al mondo del calcio. In una conversazione, un interlocutore chiede: «C’è un mio amico pilota di Formula Uno che viene a Milano stasera, vuole una tipa da scopare a pagamento. Tu la riesci a trovare una?»

La risposta: «Gli mando la brasiliana».

Un’altra intercettazione, datata 16 febbraio — in pieno periodo olimpico — riporta la frase di una ragazza: «Mi hanno dato anche la busta perché ho fatto fare il tavolo a quelli lì di hockey».

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