Concessioni portuali, si cambia: cosa c’è da sapere
L’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha deliberato l’avvio di un procedimento per individuare i nuovi criteri da adottare per la durata delle concessioni di aree e banchine portuali
Poco più di quattro mesi e mezzo, ovvero fino al prossimo 31 luglio. È il tempo che si è data l’Art, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, per individuare nuovi criteri che stabiliscano la durata delle concessioni di aree e banchine portuali. Lo si legge nella delibera numero 27, che il presidente dell’Autorità, Nicola Zaccheo, ha fatto pubblicare venerdì scorso, 6 marzo.
Il provvedimento prende spunto da quanto previsto proprio in ordine ai compiti che la legge affida all’Art, dandole facoltà di provvedere «a garantire, secondo metodologie che incentivino la concorrenza, l’efficienza produttiva delle gestioni e il contenimento dei costi per gli utenti, le imprese e i consumatori, condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie, portuali, aeroportuali e alle reti autostradali, nonché in relazione alla mobilità dei passeggeri e delle merci in ambito nazionale, locale e urbano anche collegata a stazioni, aeroporti e porti ad esclusione del settore dell'autotrasporto merci».
L’atto fa poi riferimento alla delibera della stessa Autorità del 19 dicembre scorso inerente le nuove metodologie e criteri per garantire l’accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture portuali. In quella delibera, con riferimento alle concessioni di aree e banchine portuali, si dispone che deve proprio essere l’Art a individuare i criteri per stabilire la durata delle concessioni.
Nel provvedimento emanato venerdì scorso, viene quindi avviato il procedimento volto all’individuazione dei criteri per stabilire la durata delle concessioni di aree e banchine portuali, vengono individuati i responsabili del procedimento e viene fissato al 31 luglio 2026 il termine ultimo per concludere l’istruttoria.
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