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Sanremo 2026, la finale: le pagelle in diretta. Sal Da Vinci da probabile podio, Lamborghini dopo Bocelli è una cattiveria

di Libero Red Dolce
Sanremo 2026, la finale: le pagelle in diretta. Sal Da Vinci da probabile podio, Lamborghini dopo Bocelli è una cattiveria

I nostri giudizi alle canzoni in gara nella serata decisiva del festival

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SANREMO. Dal Festival di Sanremo (qui la social-diretta) ecco le nostre pagelle in diretta alle 30 canzoni in gara per la finale.

Francesco Renga, 4,5. Eieieie, capitaaaaa: è il re delle vocali aperte, apertissime. Spalancate. Questa sua canzone sarà anche il “meglio di me”, ma noi gli auguriamo che ci sia qualcosa di davvero migliore nel suo futuro artistico.


Chiello, 6. Fa la fine che purtroppo fanno molti trapper arrivati sul palco di Sanremo: passare da incendiario a pompiere in un lampo. Ma la canzone ha una sua fragilità rotta che funziona, anche se lui fatica parecchio a intonare…


Raf, 4. Una canzone ottima per un gruppo “Buongiornissimo, kaffè” e dal suono indietro di quella ventina, trentina d’anni che ci si stupisce quando la telecamera torna sul conduttore e c’è Carlo Conti invece che Pippo Baudo. L’omaggio alla moglie con le telecamere Rai che insistono su di lei tra il pubblico è tenero, ma si poteva fare anche nel salotto di casa.


Bambole di Pezza, 6,5. Dovevano portare il “punk-rock” al festival, ma devono averlo lasciato in camerino perché la cosa più punk che fanno è l’annuncio della cantante Cleo di tatuarsi Carlo Conti sul braccio. Però in questa finale fin qui piuttosto moscietta la loro ballata pop-rock ha energia e rispetto al trio di maschi che le ha precedute ci ha svegliati dal rischio narcolessia.


Leo Gassmann, 3. Ha una bella intensità sul palco, personalità indubbia, ma quando arriva al ritornello pare un po’ il tipo entusiasta al karaoke: poca grazia, tutto polmoni. E sul sussurrato non va meglio. Il testo della canzone è da poco.


Malika Ayane, 7. Ah, allora si può salire su quel palco cantando bene! Tocco vintage, funk e qualcosa di sudamericano e il piedino parte. No eh, non allungate il piede sul divano che svegliate la nonna che si era addormentata (giustamente). Andate a ritmo, “come animali notturni”…


Tommaso Paradiso, 6. Fa quello che fa da sempre, solo un po’ meno piacione e leggermente imbolsito. Ma il mestiere c’è, la canzone è la naturale evoluzione del suo percorso artistico: poesia da tardo ginnasio, in bilico tra romanticismo e introspezione


J-Ax, 6.  Un country un po’ qualunquista, con qualche doppio senso ammiccante sulle droghe -“Ti passo la canna del gas”, “Facciamoci una botta di felicità” – che almeno ci allontana dagli amori dolenti che imperano sul palco. Il ritornello funziona e le radio apprezzeranno. Il vestito da cowboy in nero è talmente kitsch che diventa bello.


Lda e Aka 7even, 6. Puntano chiaramente sull’effetto tormentone con un pezzo in quota “canzone napoletana un po’ sudamericaneggiante”. Ci sanno fare, anche se la sensazione di sentire due Gigi D’Alessio riaggiornati al 2026 è forte.


Serena Brancale, 7. Interprete di altissimo livello, per quello che si è visto sul palco un’aliena. Il pezzo non è proprio entusiasmante o fresco, una ballad struggente in ricordo della madre che ricorda certe canzoni da musical. E la voce accompagna il crescendo con classe cristallina, l’immagine della sorella che dirige l’orchestra in lacrime è toccante. Brava!


Patty Pravo, 4,5. Monumento a se stessa, a 77 anni è all’undicesimo Festival ed è riuscita ad andare in fondo a tutti senza addormentarsi. Ma il pezzo in gara non è una di quelle pazze idee che ce l’hanno fatta amare, pesantuccio e strascicato. Ci riporta in zona narcolessia.


Sal Da Vinci, 6.5. Il più grande cantante di matrimoni del mondo o forse dell’universo, canta l’amore perpetuo etero cis come pochi sanno fare. La sua “Per sempre sì” la canterete sotto la doccia per i prossimi sei mesi, lottando per cacciarla fuori dalla testa, provando a fermarvi ma sarà inutile: arrendetevi, siete legati per la vita. E preparatevi a comprare una fede nuziale sgargiante. Probabile in top 3.


Elettra Lamborghini, 5. Canta dopo Bocelli. E qui potremmo e dovremmo fermarci. Se il maestro di Lajatico arriva su un cavallo bianco con piglio da Napoleone, lei è più dalle parti di S.Elena: l’esilio dove vorremmo essere per non sentire ancora la su “Voilà”. Ma recupera un punto perché è decisamente l’amica super simpatica con cui vorresti fare l’alba ai “festini bilaterali”.

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