La manifestazione
Sos da Torre Mozza, è crollato (anche) un pino secolare: così nelle spiagge gioiello l’erosione viaggia più forte della burocrazia
Attesi i lavori di ripascimento, intanto la costa è minacciata fino a Baratti: il mare ha scavato nella duna dei “canyon” alti diversi metri
PIOMBINO. Il vecchio pino se ne sta disteso attraversando quel che resta della spiaggia con la chioma inzuppata nel mare. Il cartello “divieto di accesso” inchiodato alla corteccia per tenere alla larga i passanti dalla pineta privata sembra una beffa. Intorno, tra pali divelti, corde, pezzi di muro e radici degli alberi “bruciate” dal salmastro sembra di essere nel luogo di un bombardamento.
No. Invece siamo a Torre Mozza, spiaggia gioiello della Costa Est di Piombino. Il fronte orientale di una guerra contro l’erosione del mare che da queste parti si combatte ormai da anni. A Torre Mozza come a Baratti, dove solo poche ore fa una nuova frana ha fatto venire giù un altro pezzo di costa.
Nella zona della chiesina di San Cerbone quasi non c’è più una separazione tra la strada e la spiaggia. Il vuoto avanza rapidamente. E il mare, ormai da anni, scava e spinge più indietro la linea di costa. Il caso è stato discusso in consiglio comunale, servono soluzioni per garantire la salute di una spiaggia amata e frequentata da migliaia di turisti.
A Baratti sono le due estremità del golfo a pagare il conto più alto in termini di sabbia perduta, a Torre Mozza è tutta la spiaggia che i frequentatori del vecchio campeggio ricordano con nostalgia ad essere ridotta ai minimi termini. Una cosa è certa. In entrambi i luoghi l’erosione viaggia molto più velocemente della burocrazia e delle istituzioni. I progetti antierosione per Baratti e Torre Mozza risalgono infatti ai primi anni del Duemila.
I progetti
Finanziati dalla Regione Toscana, verificati dal Genio Civile. Per Baratti di 2,5 milioni di euro ne sarebbero rimasti 1,6 milioni. Ma la partita a ping pong tra istituzioni (la progettazione definitiva spetta al Comune) non si sa quando finirà. Per Torre Mozza, invece, ci si dovrebbe essere. Solo pochi giorni fa l’assessore ai lavori pubblici Marco Vita ha fatto sapere che partirà a breve l’intervento che prevede la realizzazione di scogliere soffolte a mare in grado di “tappare” le falle della scoglierina naturale che corre in parallelo a quel che resta della spiaggia. Inoltre è previsto un ripascimento che servirà a ridare spessore alla spiaggia. I soldi ci sono (appalto da quasi 1, 2 milioni di euro), i lavori sono stati affidati. E si confida possano partire nel giro di pochi giorni.
Nel frattempo il Comune di Piombino ha avviato le procedure per affidare tre concessioni demaniali a fine turistico, ciascuna da 80 metri lineari. In pratica si conta di affidare una spiaggia che, ad oggi quasi non esiste più ma che si spera di salvare. Eccolo, il paradosso che si materializza passeggiando nel tratto che va dalla vecchia Torre verso Follonica.
La pineta che una volta ospitava i bungalow e le roulotte frequentati da migliaia di turisti, molti dei quali toscani, è rimasta in stato di abbandono per tanti anni. Da poco è stata presa in mano da una società privata che l’ha riqualificata, avviando una nuova attività di ristorazione e uno stabilimento balneare. Ecco, proprio mentre proseguono i lavori di sistemazione del privato tratto di pineta non utilizzato nell’ultima stagione turistica, le mareggiate si sono fatte sentire, facendosi strada dove adesso non sono più presenti i muretti di contenimento del vecchio campeggio. Il mare ha scavato dei “canyon” alti diversi metri, mettendo a repentaglio la salute dei pini che hanno resistito nel tempo. Insomma, la natura, in questo lembo di Toscana, rimette a gambe all’aria quello che con fatica si tenta di sistemare. Una battaglia persa, almeno fin a quando gli interventi attesi da anni saranno realtà.
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