Il Tirreno

Toscana

Il mercato dell’energia

Snam ha richiesto la proroga per lasciare la Golar a Piombino

di Andrea Rocchi
L’Italis Lng di Piombino (nella foto di Paolo Barlettani/2023)
L’Italis Lng di Piombino (nella foto di Paolo Barlettani/2023)

Per ora nessun porto alternativo può ospitare la nave rigassificatrice: la concessione triennale scade a luglio 2026. Per la società non c’è una data precisa, è solo «un passaggio tecnico»

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PIOMBINO. Era prevedibile, anche perché Snam – leader europeo nel trasporto di gas naturale liquido – non voleva rischiare di impantanarsi nella burocrazia delle autorizzazioni con un mercato del gnl peraltro estremamente volatile. Così a fronte della scadenza di luglio 2026 per l’Italis Lng di Piombino la nave di 293 metri ex Golar Tundra con una capacità di 5 miliardi di metri cubi l’anno, ha fatto quello che tutti ipotizzavano, ovvero chiedere la proroga dell’autorizzazione unica. Una domanda depositata a fine dicembre che rappresenta un passaggio tecnico e industriale necessario ma che inevitabilmente innesca un nuovo serrato fronte di dialogo col governo ma di contrapposizione con le comunità locali che chiedono il rispetto dell’accordo di 3 anni e lo spostamento dell’impianto da Piombino a luglio 2026.

Da Snam si precisa che la richiesta di proroga non è determinata a una scadenza precisa ma, nelle more dell’intesa tra governo ed enti, fino a quando non sarà trovata una nuova localizzazione. Ma è proprio su questo aspetto (lo spostamento da Piombino della nave) che, per ora, è notte fonda essendo tramontata l’ipotesi di un trasferimento a Vado Ligure dopo il secco no bipartisan della Regione Liguria e delle comunità locali. Così come è sfumata la pista di Gioia Tauro, legata all’Ilva. E qualunque altro porto del Paese, oggi, necessiterebbe di lavori molto lunghi di predisposizione delle tubature e adeguamento delle banchine. Non è un mistero che al ministero dell’Ambiente la permanenza del rigassificatore a Piombino dopo il mese di luglio sia data praticamente per scontata, anche se si sottolinea che la ricerca di un sito alternativo va avanti. Il comune di Piombino con il sindaco di centrodestra si è detto contrario a una proroga e ieri, commentando la notizia, Ferrari ha dichiarato: «Non possiamo nascondere la nostra contrarietà, soprattutto perché il rispetto dei tempi stabiliti era per noi un punto dirimente e un impegno che il territorio aveva accettato forzatamente, nella speranza che si trattasse di una soluzione straordinaria e limitata a tre anni».

Per poi precisare: «Ci confronteremo con il Governo e con la Regione e nel caso in cui dovesse prospettarsi una permanenza oltre i termini stabiliti, pretenderemo il pieno rispetto di tutte le autorizzazioni e garanzie puntuali e verificabili sul piano della sicurezza e della tutela ambientale». Chiusura totale, invece, dalla Regione Toscana, col presidente Eugenio Giani (che è anche commissario del rigassificatore) che ieri, alla luce della lettera di Snam, ha ribadito: «Chiedo un appuntamento al ministro Pichetto Fratin perché possa precisare con lui l'opinione contraria» e, al contempo, «verificare quale sia, fino in fondo, l'opinione del governo. Anche perché, in questo caso, agisco non da presidente della Regione ma da commissario». Giani ricorda di aver sottoscritto sul rigassificatore l'autorizzazione per tre anni "anche a condizione di alcune compensazioni per il territorio". Misure che poi "non si sono realizzate o si sono realizzate solo in parte: la bonifica, gli 88 milioni, e la strada, la 398, su cui ci sono ancora in corso i lavori. A parte queste due cose, dei circa 10 punti" inseriti nel memorandum su Piombino, "non ce n'è uno che sia venuto a compimento con l'insediarsi del nuovo governo". Del no alla proroga, quindi, "sono convinto. Lo dirò serenamente al ministro: la Toscana ha già dato. La banchina del porto di Piombino deve servire alla reindustrializzazione, al polo dell'energia. Quindi è bene che il governo pensi a un altro sito». Del resto, osserva, «su 20 regioni sono 15 quelle che si affacciano sul mare, non si può fare tutto in Toscana». Sostegno a Giani e alla posizione della Regione dal segretario del Pd toscano Emiliano Fossi, dal deputato Marco Simiani e dal consigliere regionale Franchi.

I consiglieri di Avs hanno presentato una mozione in consiglio regionale (poi approvata ) per impegnare la giunta «a far rispettare la scadenza di luglio 2026». Fallani, Falchi, Ghimenti accusano: «La Toscana rispetta gli impegni, il Governo invece si nasconde e pensa di non cambiare niente». Snam però si è voluta muovere per tempo, e siamo già al limite, fanno capire dal colosso energetico. Nel 2025 il gas naturale liquefatto (Gnl) ha coperto il 32% della domanda di gas italiana, rispetto al 19% del 2022: i cinque terminali di rigassificazione hanno accolto 221 carichi di Gnl, di cui 43 a Piombino, la cui capacità copre circa l’8% della domanda nazionale. Il tasso di utilizzo del terminale è stato pari al 90% nel 2024 e al 100% nel 2025. La partita, dunque, resta aperta e il ministero deve chiudere il cerchio puntando, prima di tutto, alla salvaguardia della sicurezza energetica.

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