Crisi Iran, Europa in allerta: Cipro blindata, timori per cellule dormienti e rischio escalation dal Medio Oriente – Perché i passi della guerra sono sempre più vicini
Dai vertici straordinari ai rinforzi militari nel Mediterraneo, l’Unione Europea corre ai ripari tra timori di nuove minacce, divisioni diplomatiche e la necessità di proteggere Cipro e le rotte strategiche mentre la crisi iraniana si allarga
Non si ferma la guerra in Medio Oriente. Il conflitto ora bussa alla porta dell’Europa. Ecco il resoconto di giovedì 5 marzo. L’Europa è in stato di allerta per la crisi iraniana, pur senza segnali di minacce immediate. I ministri dell’Interno dei 27, riuniti a Bruxelles, monitorano possibili rischi legati a cellule dormienti e non registrano al momento nuovi flussi migratori dall’Iran o dal Libano, che in passato avevano messo sotto pressione Cipro. A Cipro, dopo il lancio di droni iraniani verso la base britannica di Akrotiri, il governo ha annullato tutti gli incontri in presenza per marzo. L’isola, non appartenente alla NATO, è protetta da uno scudo europeo: Macron ha coordinato con Meloni e Mitsotakis lo spiegamento di risorse militari nel Mediterraneo orientale e la tutela della navigazione nel Mar Rosso. Anche il Regno Unito invia rinforzi, tra cui elicotteri anti‑drone e il cacciatorpediniere HMS Dragon. La NATO ha espresso solidarietà alla Turchia dopo l’attacco di un drone iraniano, mantenendo alta l’attenzione senza evocare l’articolo 5. I ministri degli Esteri dei 27, riuniti in videoconferenza, restano divisi sulla risposta agli Stati Uniti dopo l’operazione voluta da Donald Trump: la Spagna si oppone apertamente, mentre altri Paesi criticano Washington ma evitano lo scontro diretto. L’UE ha incontrato anche i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, che hanno condannato gli attacchi iraniani e sostenuto l’impegno per evacuare cittadini europei e mantenere aperti lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso. L’Alta rappresentante Kaja Kallas avverte che l’Iran sta “esportando la guerra” e ribadisce la necessità di riaprire spazi diplomatici per fermare l’escalation.
(Qui sotto il racconto del conflitto in diretta: l’apertura della schermata live potrebbe richiedere circa 30 secondi. Grazie della pazienza e buona lettura)
La diretta multimediale
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