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Civitavecchia, terzo trimestre da incubo per il porto

di Maurizio Campogiani

	Container al porto
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Container al porto

Tra luglio e settembre è stato un calo generalizzato in tutti i settori, fatta eccezione per le crociere e, nel campo delle rinfuse solide, per i materiali ferrosi e i minerali grezzi

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CIVITAVECCHIA. Un trimestre difficile, difficilissimo, quello che ha visto protagonista il porto di Civitavecchia tra i mesi di luglio e settembre. L’Adsp del Mar Tirreno Centro Settentrionale ha diffuso i dati ufficiali del terzo trimestre dell’anno in corso, dai quali emerge una situazione di grande difficoltà, fatta eccezione per il crocierismo, che resta praticamente l’unico segmento col segno +. Per il resto è un calo generalizzato, dal quale si salvano, nel settore delle rinfuse solide, solamente i materiali ferrosi e i minerali grezzi, che lasciano intravedere un timido segnale di ripresa.

Contenitori: crescono solo i “vuoti”, i “pieni” in calo

Gli stessi contenitori, che complessivamente, in un contesto che vede Civitavecchia agli ultimi posti della classifica generale, fanno registrare un +2,4, sono soprattutto “vuoti”, visto che i “pieni”, ovvero quelli che contengono la merce, totalizzano un -7,7%. In calo anche il settore dell’automotive (-1,8%), dopo i segni più che avevano caratterizzato l’ultimo biennio. Una diminuzione probabilmente figlia legittima della crisi che il settore dell’auto sta vivendo in tutta Europa e che ha portato fabbriche storiche e importanti come la Volkswagen ad annunciare la chiusura di alcuni stabilimenti.

Male anche il traffico passeggeri

Ma in diminuzione, clamorosamente, sono anche i passeggeri diretti verso le isole, la Spagna e il Nord Africa un tempo fiore all’occhiello di Civitavecchia, con un brutto -4,9%, e i mezzi pesanti (-6,7%), ai quali si aggiunge un -4,5% di auto a seguito dei passeggeri. A evidenziare una situazione allarmante anche il calo degli approdi, ovvero delle navi che sono effettivamente attraccate sulle banchine del “Porto di Roma” e che sono state 61 in meno rispetto al 2023. Malissimo, fatta eccezione come detto per i materiali ferrosi e i minerali grezzi, le rinfuse solide, condizionate dal crollo della movimentazione del carbone destinato alla centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, ormai verso la chiusura. Il totale del traffico complessivo fa comunque registrare un -15,1%, un segno fortemente negativo per il quale concorre anche il calo del 5,3% delle merci varie in colli.

Di veramente positivo, come detto solo le crociere e le rinfuse liquide destinate all’aeroporto di Fiumicino (+16,9%) che però nulla ci azzeccano col lavoro nel porto di Civitavecchia. L’ente portuale, dal canto suo, vede “rosa”, evidenziando che il traffico crocieristico fa registrare l’ennesimo record e parlando di “segnali positivi dagli altri due porti del network laziale: il porto di Fiumicino registra, infatti, un costante aumento (+6,6%) del traffico complessivo, costituito essenzialmente dai prodotti raffinati che servono l’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, che superano i 2,5 milioni di tonnellate totali. Nel porto di Gaeta da evidenziare l'incremento del 32,7% delle merci solide che contribuiscono così a raggiungere il +9% del traffico complessivo del porto gaetano”.

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