Il Tirreno

Toscana

L’intervista

Mare bollente, il biologo marino e la situazione dei muggini come fenomeno esemplare

di Francesco Paletti

	Fabio Bulleri
Fabio Bulleri

ll professor Fabio Bulleri (Unipi): si sta modificando la distribuzione spaziale delle specie

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In estinzione, no. Quanto meno non ancora. Ma nei nostri mari i diffusissimi cefali, conosciuti sulla costa toscana con il nome di muggini, potrebbero cominciare a diminuire. Velocemente e sensibilmente. «È un’ipotesi più che realistica ed è una conseguenza dell’aumento della temperatura che si verifica anche nel mar Tirreno», spiega Fabio Bulleri, biologo marino dell’Università di Pisa.

Andiamo con ordine professore, di che temperature stiamo parlando?

«Guardi ho appena ritirato dei termometri nel tratto di mare di fronte a Livorno: indicano tutti fra i 27 e i 28 gradi».

Questo che c’entra con la diminuzione dei muggini?

«Direttamente niente. Ma a che fare con il cambiamento della fauna ittica proprio per effetto dell’aumento della temperatura dei mari».

Cosa sta accadendo?

«Qualcosa di abbastanza semplice e del tutto logico: si sta modificando la distribuzione spaziale delle specie. Detto in altri termini: i pesci che hanno bisogno di acqua più fresca tendono a spostarsi verso nord e qui arrivano specie abituate a temperature più elevate. Come quelle che stiamo avendo in questo periodo ad esempio. Non sto parlando di uno scenario futuro, ma di qualcosa che sta già avvenendo».

Ossia?

«Ad esempio, anche nel mare della Toscana è aumentata in modo esponenziale la presenza di pesci serra e barracuda, predatori che prediligono le acque subtropicali o comunque molto calde. In passato comparivano nei mesi estivi ma poi se ne andavano in quelli invernali quando la temperatura dell’acqua si abbassava in modo drastico e, per loro, poco tollerabile. Questo faceva sì che la loro presenza fosse limitata e non troppo costante». Non è più così?

«Molto meno. Negli ultimi anni l’aumento della temperatura dell’acqua, anche nel mar Tirreno, è stato generalizzato e ha riguardato anche il periodo invernale. Quindi le specie che amano le acque più calde non si allontanano più. O comunque molto meno».

Perché la loro presenza può comportare una significa riduzione della popolazione di muggini?

«Entrambi sono predatori formidabili e molto voraci. In particolare il pesce serra è ghiottissimo di cefali e non ha particolari problemi a penetrare in profondità nelle foci dei fiumi dato che, essendo eurialino, sopporta senza eccessive difficoltà cambiamenti anche significativi di salinità dell’acqua».

Come mai la temperatura dell’acqua sta aumentando in modo così rapido ed elevato?

«È una delle conseguenze più rilevanti e note dell’aumento delle emissioni dei cosiddetti “gas serra”, anidride carbonica soprattutto ma anche metano».
 

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