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Imu, prima rata in scadenza: i tempi e come si calcola, tutto quello che c'è da sapere
Se non ci sono state variazioni negli immobili di proprietà rispetto all’anno precedente, il calcolo dell’importo della prima rata è semplice
Ci sono ancora pochi giorni per procedere al pagamento della prima rata dell’IMU, l’acconto pari a metà dell’imposta complessiva che va versato entro il 17 giugno (visto che il 16 cade di domenica).
Cosa c'è da sapere
L’Imposta municipale unica è dovuta per il possesso di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli, non prima casa, anche se con alcune eccezioni. A dover effettuare il pagamento sono: i proprietari degli immobili; i titolari di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sull’immobile; i genitori assegnatari della casa familiare a seguito del provvedimento del giudice; i concessionari di aree demaniali; o il locatario degli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria. Il versamento deve essere effettuato in due rate annuali di valore pari al 50% dell’imposta ciascuna. La prima ha la scadenza fissata al 16 giugno (17 per il 2024) mentre la seconda al 16 dicembre. Nulla vieta però di effettuare il pagamento in un’unica soluzione annuale entro la scadenza della prima rata. Se non ci sono state variazioni negli immobili di proprietà rispetto all’anno precedente, il calcolo dell’importo della prima rata è semplice. È infatti sufficiente pagare il 50% dell’IMU pagata l’anno precedente, indicando l’ammontare versato per ogni tipologia di immobile con l’apposito codice di tributo. Nel caso di variazioni dell’importo complessivo dovuto, legate all’eventuale cambiamento delle aliquote comunali, la differenza potrà essere colmata al momento del pagamento della seconda rata. Bisogna infatti ricordare che i comuni hanno tempo fino al 28 ottobre per deliberare sull’entità dell’aliquota da loro stabilita. Nel caso in cui invece siano occorse variazioni rispetto alla propria situazione patrimoniale, è necessario effettuare nuovamente il calcolo dell’imposta. Questo viene fatto moltiplicando la base imponibile di ciascun immobile per l’aliquota stabilita per la sua fattispecie dal Comune in cui si trova. Per la prima rata dell’IMU, è sempre consigliabile utilizzare l’aliquota stabilita per l’anno precedente, e compensare eventuali variazioni dell’importo dell’imposta con la seconda rata. Nel caso di fabbricati iscritti al catasto, la base imponibile da cui partire può essere calcolata moltiplicando la rendita catastale dell’immobile rivalutata del 5% per il moltiplicatore relativo a quella tipologia di immobile (160 per le abitazioni, 80 per gli uffici, 55 per i negozi ecc.).
Aree fabbricali
Per le aree fabbricabili, invece, la base imponibile è costituita dal valore venale in comune commercio stabilito al 1° gennaio dell’anno di riferimento o al momento dell’adozione di eventuali strumenti urbanistici. Infine, per i terreni agricoli, la base imponibile è costituita dal valore ottenuto applicando al reddito dominicale risultante in catasto al 1° gennaio dell’anno di riferimento una rivalutazione del 25%, per poi moltiplicare il risultato per 135. Al momento del calcolo bisogna inoltre ricordare che l’IMU viene versata su base mensile, per cui, nel caso di acquisizione di immobili durante l’anno in corso, è necessario riparametrare l’importo dovuto in base ai mesi in cui si è protratto il possesso. Per ciascun mese, l’imposta deve essere pagata dalla persona che ne ha avuto il possesso per il numero maggiore di giorni. Il giorno della cessione viene considerato in capo all’acquirente, che deve pagare la quota del mese in questione anche nel caso in cui abbia avuto gli stessi giorni di possesso dell’immobile rispetto al cedente. È possibile pagare l’IMU in tre diversi modi: tramite un modello F24, tramite bollettino postale, oppure utilizzando la piattaforma digitale PagoPA.
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