Gioco
Morti sul lavoro, la lezione di mamma Lucia
Le commoventi parole ai figli della moglie di Luca Giannecchini alla cabina del vento
«Siamo qui per raccontarvi una storia. Per dirvi che da qualche mese babbo è andato a fare il supereroe in giro per il mondo. Gesù aveva bisogno di lui perché da solo non ce la faceva». Lucia è la vedova di Luca Giannecchini, l’operaio lucchese 52enne morto sul lavoro nel crollo di uno scavo lo scorso marzo, e si è presentata coi suoi due bambini a Capannoli, alla cabina senza fili per le parole al vento raccogliendo l’invito del Tirreno.
Di fronte a questa mamma-coraggio, alla sua forza, alla sua determinazione e alla sua voglia di tenere in vita il marito quale esempio di abnegazione al lavoro e alla famiglia, ci dobbiamo inchinare.
Luca è anche il nostro supereroe. Lo è di tutti, lo sia di tutti. Anche di chi, in questa campagna elettorale assurdamente concentrata sugli attacchi reciproci anziché su programmi e contenuti, si è dimenticato che la strage sul lavoro, nella civilissima Toscana, va avanti settimana dopo settimana. Politici e istituzioni, come noi, imparino ad ascoltare il vento che ci fa accarezzare i nostri supereroi.
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