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Ha una pensione di 850 euro gliene chiedono 1.150 per il gas: il dramma di un anziano di Arcidosso

Due anziani alle prese con il caro bollette (foto d’archivio)
Due anziani alle prese con il caro bollette (foto d’archivio)

L’uomo, 84 anni, è assistito da Federconsumatori: «Non so come fare a pagare

27 aprile 2024
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«Non so come fare a pagare». Le trappole della vita non finiscono mai. Se n’è accorto, suo malgrado, un anziano di 84 anni di Arcidosso, sul monte Amiata, che con una pensione di appena 850 euro si è visto recapitare una bolletta del gas da 1.150 euro. All’incredulità è subentrata la paura di non farcela, poi per fortuna attraverso il passaparola è arrivato il soccorso di Federconsumatori che ha assistito il pensionato che, alla fine, ha ottenuto la rateizzazione del pagamento e ha concluso la pratica per il reintegro nel mercato tutelato. «Purtroppo – spiega Giorgio Romualdi, presidente di Federconsumatori Grosseto – quello in cui è incappato questo anziano signore è abbastanza diffuso. La prossima settimana ho già una ventina di appuntamenti tra Follonica, Monte Argentario e Amiata per prendere in carico situazioni simili. Che stanno mettendo in seria difficoltà gli over 75 finiti fuori dal mercato tutelato, che offriva loro più garanzie rispetto alla calmierazione dei prezzi. Chi vive in un’area montana, dove i consumi di gas sono molto alti, si è ritrovato nel regime tariffario del mercato libero e così spende un sacco di soldi. Ma non tutti possono permetterselo».

Ma cosa sta succedendo esattamente? Dal 10 gennaio, per i consumi del gas, è subentrato il mercato libero per tutti quanti, ma alcune categorie di persone possono rimanere in quello tutelato: si tratta di over 75, persone con disabilità, chi vive in piccole isole, percettori del “bonus energia”. «Anche se col governo Meloni è stata abbassata la soglia dell’Isee a 9mila euro, mentre prima era fissato a 15mila) – sottolinea Romualdi – Molte società venditrici, tra fine 2022 e primo semestre 2023, coi prezzi della materia prima esplosi per via della guerra in Ucraina, hanno proposto ai clienti di modificare il contratto di fornitura del gas anche se questo non era formalmente scaduto. Passate primavera ed estate dello scorso anno, quando i riscaldamenti non vengono utilizzati, le persone anziane hanno cominciato a vedersi recapitare bollette monster, e a tanti è mancata la terra sotto i piedi. Nel frattempo, le società avrebbero dovuto predisporre le procedure per le richieste di reintegro nel mercato tutelato, ma nessuno lo ha fatto. Cosa che è avvenuto solo negli ultimi tempi, e non da parte di tutti gli operatori. Le prime segnalazioni abbiamo cominciato ad averle a gennaio di quest’anno. D’altra parte, un ottantenne ha ovviamente molte difficoltà a gestire questo tipo di richieste, specie per via informatica. Dal momento in cui viene richiesto il reintegro nel mercato tutelato a quando avviene, poi, passano minimo dai 30 a 50 giorni durante i quali si continua a pagare il metano ai vecchi prezzi: 90 centesimi a metro cubo a fronte dei 30 centesimi attuali: il triplo».

Per informare le persone, Federconsumatori Grosseto, in collaborazione con lo Spi Cgil, sta organizzando incontri pubblici dedicati al passaggio dal mercato tutelato a quello libero. In queste occasioni sono stati in diversi a prendere coscienza di quel che stava succedendo. «Qualche tempo fa – spiega ancora Romualdi – a Follonica, durante un’iniziativa, un ultraottantenne disse di sentirsi al sicuro perché aveva un contratto col mercato tutelato. Una settimana dopo mi ha cercato disperato perché gli era arrivata una bolletta che non sapeva come pagare. Verificato che a febbraio-marzo 2023 la società venditrice gli aveva proposto il cambio della tariffa senza che se ne fosse reso conto, me ne sono preso cura. Ho subito chiamato il numero verde: l’operatore mi ha risposto in modo brusco dicendo che non avevano ancora pronti i moduli per la richiesta e buttando giù il telefono. Dopo poco mi hanno richiamato chiedendo scusa e inviandomi la modulistica per la richiesta che ho subito inoltrato. Anche se il cliente dovrà aspettare per vedersela accolta, pur avendo diritto al reintegro».

«Come Federconsumatori – conclude Romualdi – abbiamo anche fatto molti ricorsi ad Arera, ma è difficile dimostrare come è stato comunicata la proposta perché manca una normativa di certificazione».

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