Il Tirreno

Toscana

Povertà energetica

Caro bollette, in Toscana 200mila persone non riescono a pagare a pagare gas e luce: «Col mercato libero va anche peggio»

di Martina Trivigno
Caro bollette, in Toscana 200mila persone non riescono a pagare a pagare gas e luce: «Col mercato libero va anche peggio»

In Toscana una famiglia su dieci ha serie difficoltà a riscaldare l’abitazione o addirittura a illuminarla. L’allarme di Federconsumatori e Spi Cgil

27 aprile 2024
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Una famiglia toscana su dieci si trova in una condizione di accertata povertà energetica. In altre parole, fa fatica a pagare le bollette di gas e luce. Un tempo era una condizione tipica dei Paesi in via di sviluppo, ma ora non più: sta diventando infatti un fenomeno sempre più diffuso nei Paesi industrializzati, tra cui l’Italia. Da una parte c’entra la crisi economica, dall’altra l’aumento dei costi dell’energia. Un aspetto legato a doppio filo con la situazione geopolitica attuale iniziata nel 2022 e che, di conseguenza, ha accelerato la crisi energetica. Il risultato? Intere famiglie – più di 98mila – che, anche in Toscana, non riescono a riscaldare la loro casa o addirittura a illuminarla.

Secondo i dati contenuti nell’ultimo rapporto dell’Osservatorio italiano sulla povertà energetica (Oipe), nel 2023 erano 200mila le persone in condizione di povertà energetica, ma i numeri sono destinati a crescere in fretta. Per la Regione Toscana, la povertà energetica è un fenomeno complesso, determinato da molteplici fattori, condizionati dai prezzi dell’energia ma non solo. Tra le altre cose, influisce il livello di efficientamento energetico della casa in cui la famiglia vive. O, ancora, il reddito basso del nucleo familiare. Il senso però non cambia: i toscani hanno bisogno di supporto.

Andrea Brachi, segretario generale del sindacato dei pensionati Spi Cgil di Pistoia, a livello regionale segue in particolare i temi legati a energia, gas e comunità energetiche. E non ha dubbi: con il passaggio al mercato libero si sta aprendo uno scenario preoccupante. «È vero, ci sono tantissimi gestori seri – spiega – ma ci sono pure gli avvoltoi che colpiscono soprattutto le persone più deboli, i fragili e gli anziani, con i soliti trucchi che utilizzano già da tempo. Le famose telefonate in cui prima fanno pronunciare un “sì”, poi tagliano e cuciono la conversazione telefonica per far sottoscrivere con l’inganno un nuovo contratto. Che, magari, è pure allettante, peccato poi si scopra che le condizioni vantaggiose valgono soltanto sei mesi e, trascorso questo tempo, esplode il prezzo sia della luce che del gas con bollette quintuplicate».

Sono soprattutto gli anziani a mettersi in fila davanti agli sportelli di Spi Cgil e Federconsumatori. Stringono in mano i documenti, smarriti e preoccupati. Non è facile fare i conti con una pensione minima e fatture alle stelle. Tra loro, ci sono anche famiglie numerose o con persone disabili di cui prendersi cura. Di storie così ce ne sono tante, tutte diverse eppure molto simili. «C’è un problema di povertà reale con la mancanza di lavoro o comunque di un impiego stabile e ben pagato – sottolinea il sindacalista – È incredibile che nel 2024 ci siano ancora famiglie che non riescono a riscaldare la casa in maniera adeguata. Abbiamo un problema di solitudine, soprattutto nelle aree interne, con molti anziani che vivono da soli e hanno grandissima difficoltà. Noi ci troviamo di fronte file di persone che dicono: “Come faccio a pagare questa bolletta da 1.800 euro? Fino a poco tempo fa ne pagavo 300. Tutto questo deve far riflettere, non può passare in sordina. Vale soprattutto per chi amministra la cosa pubblica».

Chiara Rubbiani, vicepresidente regionale di Federconsumatori Toscana, aggiunge che i cittadini sono stati abbandonati. «I bonus sociali di luce e gas sono stati rivisti al ribasso – precisa – Tradotto: la platea dei beneficiari del bonus si è ristretta enormemente perché è stato eliminato il bonus straordinario per l’energia elettrica in vigore per i primi tre mesi del 2024, ma che dal 1° aprile non esiste più. Intanto il potere d’acquisto delle famiglie è sempre più basso, mentre assistiamo al rialzo dei prezzi dell’energia, illegittimo secondo noi, da parte di tutta una serie di gestori. Il mercato tutelato aveva il ruolo di calmiere».

Quindi, cosa possono fare le famiglie per difendersi? «Da circa un anno e mezzo chiediamo a gran voce al governo l’istituzione di un fondo per la povertà energetica che vada ad aggiungere bonus a sostegno dei cittadini – conclude Rubbiani – C’è poi un altro aspetto da tenere in considerazione per l’energia elettrica: fino al 30 giugno, anche per chi ne fosse già uscito, è possibile rientrare nel mercato tutelato per poi transitare nel servizio tutele graduali. Ad oggi, le aste per l’attribuzione dei clienti risultano essere discretamente convenienti. Le persone potranno con tutta tranquillità guardarsi intorno e verificare se con questo meccanismo si riesca ad avere una sorta di calmiere. È un palliativo, però speriamo di dare un segnale forte per l’abbassamento dei prezzi».



 

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