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Dopo la tragedia

Morto sul lavoro a Lucca, parla la moglie di Luca: «Mi ha detto "ci vediamo stasera", poi mi ha dato una carezza»

di Pietro Barghigiani
L'ultima foto con la famiglia scattata dal 51enne lucchese morto sul lavoro
L'ultima foto con la famiglia scattata dal 51enne lucchese morto sul lavoro

L'intervista a Lucia Sarconio: era sposata con il 51enne che ha perso la vita nel crollo dello scavo alle porte della città

22 marzo 2024
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LUCCA. «Amore, ci vediamo stasera. Fai ammodino». Parole affettuose accompagnate da una carezza. Lei a letto con i bimbi, lui già in piedi per andare sul cantiere. Il destino ha rotto quell’incantesimo familiare che aveva nel sorriso di tutti il segno di una felicità semplice e spontanea. Quelle dita a sfiorare il volto della moglie sono l’ultimo gesto di un marito e un padre che dopo neanche due ore non c’era più. E quel «ci vediamo stasera» diventa il dolore eterno per una donna condannata a crescere due bimbi senza il loro papà. Lucia Sarconio è la moglie dell’operaio Luca Giannecchini, il 51enne trovato senza vita nella mattina di giovedì 21 marzo, sepolto dalla terra di uno scavo per la posa in opera di tubi per fognature nella frazione di Sant’Alessio. La casa di Monte San Quirico racconta quello che è un ambiente sereno alimentato dall’amore e dal fulcro di una vita di coppia che ha i volti angelici dei figli di 2 e 5 anni. Guardare i bimbi fa male al cuore. Loro non sanno, ma dovranno conoscere la verità. La donna parla del marito al presente e nella foto scattata la sera di martedì 19 marzo per la Festa del babbo fornita al Tirreno (e pubblicata in prima pagina) chiede di non oscurare i volti dei bimbi. «Per favore, voglio che tutti vedano la felicità che hanno con il loro papà».

Signora Lucia, chi era suo marito?
«Si dice sempre che sono frasi fatte, ma Luca ha un sorriso unico. Chiunque lo conosce gli vuole bene fin da subito. Nessuno riesce a credere che un angelo del genere non ci sia più. Lui vive per i suoi piccoli, i suoi bambini. Per loro ha costruito una piccola casa, a Natale pure un albero di 12 metri».

Cosa ricorda di giovedì mattina?
«Lui di solito esce alle 6,30. È successo anche l’altro giorno. Si trovano con i colleghi in magazzino alle 6,45, si preparano e poi vanno sul cantiere».

Qual è stato il momento in cui l’ha visto per l’ultima volta?
«Giovedì intorno alle 6,30. Ero a letto che dormivo con i bimbi. Si è avvicinato e mi ha detto “amore ci vediamo stasera, fai ammodino” e mi ha dato una carezza».

Cosa avete detto ai bimbi?
«Che il papà è andato a lavorare lontano, ma andrà detta loro la verità. Una psicologa specializzata in questi traumi ci aiuterà. Così come hanno aiutato me, e li ringrazio, i poliziotti e la guardia medica quando sono venuti a darmi la notizia. Sono stati meravigliosi. Non si può capire come i bambini siano attaccati al papà. Non vedono l’ora che lui torni a casa per saltargli in braccio. Fanno a gara».

Per l’episodio in cui ha perso la vita suo marito si ipotizza un malore. Aveva problemi di salute?
«No, assolutamente. È uno sportivo, gioca a calcio. Hanno detto anche a me del malore, ma quello che gli è finito addosso non gli ha dato la possibilità di salvarsi».

La famiglia e il lavoro sono i suoi mondi.
«Sì. Questa casa l’ha fatta con l’amore di un padre per i figli. Prima di passare come dipendente Luca aveva una ditta di escavazioni, sa di muratura e ha manualità come falegname. Ha costruito un castello di legno in giardino. Al compleanno di uno dei bimbi ha ingaggiato un mago così come voleva il piccolo e sapendo che gli piacevano le colombe ha trovato pure un animatore con le colombe. Con il suo sorriso illumina tutti. Le voglio raccontare un episodio dà il senso di chi è Luca».

Lo racconti.
«Una volta un giovane, con un contratto a termine di sei mesi, con il camion gli è andato addosso e aveva torto. Scese dal mezzo e, in lacrime, disse a Luca che lo avrebbero licenziato. Allora mio marito chiamò la sua ditta prendendosi la colpa per non far perdere il posto a quel giovane che neanche conosceva. E si pagò i danni per conto suo. Mi dice sempre “Lucia, non discutere con le persone, cerca sempre di dare amore perché il bene torna sempre indietro”. Questo è Luca».

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