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Toscana

Dopo il voto

Grosseto, la provincia passa al centrodestra ma il presidente del Pd non si dimette: è polemica


	Il presidente della provincia di Grosseto Francesco Limatola
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Il presidente della provincia di Grosseto Francesco Limatola

Le elezioni finiscono 6 a 4 per le forze che rappresentano la maggioranza di governo, ma Limatola vuole restare in carica: pareggio a Pistoia, il centrosinistra vince a Carrara

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GROSSETO. A Grosseto si consuma un mezzo ribaltone. Le elezioni provinciali finiscono 6-4 per il centrodestra. Non un dato inatteso, visti gli equilibri di forza nei 28 comuni grossetani e che la legge elettorale prevede che a esprimersi siano soltanto gli amministratori locali mediante voto ponderato, tuttavia strascichi polemici a sinistra e comunicati trionfanti a destra accompagnano, inevitabilmente, l'esito di questa consultazione.

Le reazioni

A non farsi troppo un cruccio della nuova maggioranza è proprio il presidente della Provincia, Francesco Limatola (Pd), che respinge - legge alla mano- le richieste di dimissioni. «Si apre una nuova fase – spiega Limatola – il mandato del presidente dura 4 anni, mentre quello del Consiglio provinciale 2 anni e non c'è alcun meccanismo di fiducia-sfiducia col Consiglio. Continuerò pertanto a lavorare con il massimo impegno come ho sempre fatto sino ad oggi, instaurando un rapporto positivo e di leale collaborazione con tutti i consiglieri provinciali, con i quali condividerò e concorderò programmi e progetti, nell'interesse dei cittadini dell'intero territorio provinciale. Il coinvolgimento di tutti i consiglieri provinciali sarà massimo». Non è di questo avviso Fratelli d'Italia che col coordinatore regionale, Fabrizio Rossi, e il leader provinciale del partito, Luca Minucci, parte invece lancia in resta: «È davvero un risultato storico, adesso dopo questo storico cappotto Limatola è in minoranza. Quindi, anche  se l'attuale normativa della famigerata legge Delrio gli permette di sedere ancora sulla ben pagata poltrona di presidente della Provincia, non avendo più una maggioranza ha il dovere etico e morale di rassegnare immediatamente le dimissioni».

Le altre province toscane

In realtà il risultato avrebbe potuto essere ancora più netto, lo si ricava da un'annotazione del segretario locale dei dem, Giacomo Termini: «A causa di alcuni comportamenti trasformisti si stava addirittura profilando la prospettiva di 7 consiglieri di controtesta e 3 di centrosinistra  – ricostruisce – il fatto politico gravissimo è stato dettato dal trasformismo», di due consiglieri di opposizione del Comune di Grosseto, uno del M5S, l'altra del gruppo misto. Sempre nella giornata di domenica 17 marzo si è poi votato a Pistoia e Massa Carrara (dove ha vinto il centrosinistra). Non è mancata qualche sorpresa, dal momento che la corsa per il Consiglio provinciale pistoiese è finita 5 a 5. Un risultato immediatamente chiosato dal coordinatore regionale di Forza Italia, Marco Stella: «Pistoia potrebbe avviarsi verso una paralisi visto la parità numerica- ipotizza l'esponente azzurro - in ogni caso le elezioni provinciali a Grosseto, Pistoia, Massa Carrara hanno visto un raddoppio della nostra rappresentanza, è un risultato importante».

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