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Neve, in Toscana c’è un problema: gli impianti chiusi e l’allarme di Legambiente

Neve, in Toscana c’è un problema: gli impianti chiusi e l’allarme di Legambiente

Nel report specifico dedicato alla stagione invernale del 2024 viene segnalata criticità dell’Appennino sempre meno “bianco”

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Su Alpi e Appennini c'è sempre meno neve, e fa sempre più caldo in quota. Il nuovo rapporto di Legambiente “Nevediversa” 2024 non ha dubbi sull'impatto della crisi climatica sul turismo invernale, tanto che gli impianti sciistici sono in difficoltà e aumenta senza sosta l'innevamento artificiale. Un approfondimento viene poi dedicato alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina che - avverte l'associazione - tra «costi extra e ritardi» mette in fila anche«più di 20 opere finanziate con oltre 30 milioni».

Impianti chiusi

Per Legambiente è «urgente un cambio di rotta a livello politico e territoriale, più risorse al turismo montano invernale sostenibile e azioni di mitigazione alla crisi climatica accompagnando gli operatori del settore in questo percorso di riconversione». In Italia crescono infatti gli impianti «temporaneamente chiusi e aperti a singhiozzi». Sotto i riflettori Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana. In grande difficoltà gli Appennini «con il maggior numero di strutture aperte a singhiozzo». Gli impianti temporaneamente chiusi sono 177, di cui 92 sull'arco alpino, e 85 sull'Appennino; 93 gli impianti aperti a singhiozzo, di questi 55 si concentrano sugli Appennini. Le strutture dismesse raggiungono 260, di cui 176 sulle Alpi e 84 sulla dorsale appenninica. Gli impianti che sopravvivono solo con forti iniezioni di denaro pubblico censiti da Legambiente sono 241; e di questi 123 sugli Appennini.

I bacini idrici

Crescono i bacini idrici per l'innevamento artificiale: 158 quelli censiti di cui 141 sulle Alpi, e il restante 17 sulla dorsale appenninica. Sul fronte finanziamenti, «per aiutare il settore sono 148 i milioni di euro destinati lo scorso anno dal ministero del Turismo per l'ammodernamento degli impianti di risalita e di innevamento artificiale a fronte dei soli quattro milioni destinati alla promozione dell'ecoturismo. E, guardando alle singole regioni, i finanziamenti per la neve artificiale non accennano a diminuire».

Le Olimpiadi

Per quanto riguarda le Olimpiadi Milano-Cortina, Legambiente pensa che «la sostenibilità sia un miraggio». Sono «oltre 20 le opere più costose, che si dovrebbero realizzare in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, e finanziate con un importo superiore a 30 milioni di euro. Una strada sempre più in salita, a due anni dallo start. Tanti i cantieri non ancora aperti» e i progetti che «con molta probabilità verranno completati a Olimpiadi concluse con eredità pesanti per i territori e le loro comunità, oltreché per le casse pubbliche». Per Legambiente, se da un lato si deve lavorare «ad una riconversione degli impianti e puntare ad un turismo invernale più sostenibile, una leva quest'ultima fondamentale come raccontano anche le 73 buone pratiche censite», dall'altro «fa ben sperare il dato sugli impianti smantellati e riutilizzati, arrivati a 31 e riguardanti solo le Alpi».

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