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La dottoressa porta in piazza l’ecografo e fa le visite a chi non può permettersele
Rossella Prosperi gira la Valdera per fare i controlli anti-cancro: «Così aiuto chi attende da mesi»
PONTEDERA. È andata in pensione nel 2021, il 30 di luglio, ma già i primi di agosto aveva di nuovo l'ecografo in mano. Da allora la dottoressa Rossella Prosperi, 32 anni da dirigente di primo livello del reparto di Radiologia dell'ospedale Lotti, non si è più fermata. Gira la provincia di Pisa per prendersi cura di chi non ha i mezzi per permettersi visite specialistiche e di chi magari non riesce a prendere un appuntamento in tempo utile. E porta in piazza la salute, scommettendo sulla prevenzione e organizzando tour di screening all'insegna del benessere e delle buone pratiche. «Quando lavoravo in ospedale – racconta – mi accorgevo che le persone erano in difficoltà ad accedere a un percorso di cura adeguato sia per i tempi di prenotazione degli esami sia per motivi economici. Ho deciso così di mettermi in gioco e di continuare a fare la mia parte». Ha formato piccole equipe di medici collaboratori, tutti rigorosamente volontari e ha organizzato varie campagne itineranti di prevenzione contro i tumori al seno, alla tiroide, alla prostata e per le malattie cardio-vascolari, sui fattori di rischio e sulla diagnosi precoce, coinvolgendo ogni fascia d'età.
«Sono partita con la collaborazione della segreteria provinciale delle donne democratiche – ripercorre le tappe – e ho toccato Lajatico, Volterra, Pisa e Pomaia. Poi, con il Lions Club Pontedera abbiamo dato vita a eventi specifici nei fine settimana concentrandoci sul centro città e poi sulle frazioni e sui quartieri».
Con tanto di ecografi portatili, camper attrezzati e strumenti diagnostici all'avanguardia, dall'otorino al cardiologo, dal dermatologo al nutrizionista, le opportunità per farsi controllare non sono mai mancate. Tanto che questi appuntamenti “a tutta salute” hanno sempre registrato un boom di presenze. 800 accessi e 250 ecografie eseguite solo in un fine settimana di settembre. 309 esami ecografici e 213 persone in carico invece nelle sedute fissate tra dicembre e gennaio, con una media che sfiora le 70 visite ad ogni occasione. «Prevenire è vivere – aggiunge la dottoressa – perché richiama l'attenzione sull'importanza dei corretti stili di vita, sui controlli periodici e sulle cure per il nostro corpo, senza aspettare i primi sintomi di una patologia che può diventare cronica o trasformarsi in un tumore. Un beneficio non solo per la persona che riceve le giuste informazioni ma anche per il servizio sanitario. Questo sistema risponde anche al problema delle liste d'attesa. Per aggirarle chi può permetterselo va in una struttura privata, ma chi non può, è costretto a rinunciare alla prevenzione e al follow-up».
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