Il Tirreno

Toscana

Dillo al direttore
L’intervento

Dillo al direttore: Biden, buon presidente, ma pessimo candidato? Decisivi i prossimi mesi

Dillo al direttore: Biden, buon presidente, ma pessimo candidato? Decisivi i prossimi mesi

Opinioni e riflessioni sulla campagna elettorale che sta animando gli Stati Uniti

3 MINUTI DI LETTURA





Ecco uno degli interventi dei lettori pubblicati sull’edizione cartacea di giovedì 7 marzo, nella pagina dedicata al filo diretto con il direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci. “Dillo al direttore” è l’iniziativa che permette alle persone di dialogare direttamente con Cristiano Marcacci, attraverso il canale WhatsApp (366 6612379) e l’indirizzo mail dilloaldirettore@iltirreno.it.

_____________________________________________________________________________

di Domenico Maceri *

Joe Biden è stato un buon presidente ma sarà un pessimo candidato al secondo mandato. Questa sarebbe la sintesi dell’editorialista Ezra Klein del New York Times il quale auspica il ritiro di Biden, suggerendo che sarebbe sostituito da un altro candidato scelto alla Convention del Partito Democratico.

L’idea di Klein è poco ortodossa ma non è da escludere e potrebbe essere forzata nei prossimi mesi.

Tutto dipende dalla condotta di Biden che, salvo colpi di scena, culminerà con la nomination ufficiale alla Convention nel mese di agosto a Chicago.

I primi tre anni e mezzo della presidenza Biden riflettono una buona performance da parecchi punti di vista. Nonostante la risicata maggioranza alla Camera e al Senato, l’attuale presidente è riuscito a fare approvare importanti leggi che hanno messo gli Stati Uniti nella giusta direzione. L’economia americana si trova in ottima posizione, avanti a quella dei Paesi europei e anche quella della Cina.

In politica estera Biden è riuscito a riportare l’America al suo ruolo tradizionale di leader, rassicurando gli alleati. Inoltre l’attuale presidente ha ricucito le fratture create dal suo predecessore, organizzando il fornimento di armi all’Ucraina che hanno tolto alla Russia ciò che si aspettava essere stata una vittoria lampo.

Nel caso del conflitto del Medio Oriente Biden è stato molto meno efficace a controllare le uccisioni di innocenti a Gaza che alcuni considerano un genocidio. L’attuale inquilino alla Casa Bianca ha apertamente espresso dissapori con Benjamin Netanyahu senza però riuscire a fargli cambiare rotta.

I successi di Biden come presidente sono stati riconosciuti da ambedue le ali del Partito Democratico. Ecco come si spiega il fatto che non sia stato sfidato seriamente per la nomination. Le primarie democratiche fino adesso hanno visto Biden stravincere poiché la concorrenza offerta da Marianne Williamson e Dean Phillips rimane inefficace.

La nomination sembra dunque essere assicurata per Biden nonostante il fatto che una buona maggioranza degli americani non riconosca i suoi successi come presidente. Ovviamente il tempo stringe e Biden sarà sotto esame nei prossimi mesi prima della Convention democratica.

Quanto a Trump, il probabile candidato repubblicano, a 77 anni, non è tanto meno giovane di Biden e la sua capacità espressiva è sempre stata basica e spesso incoerente.

Ciononostante, il rischio di un secondo mandato Trump esiste ed è per questo che Klein ha tracciato l’idea di sostituire Biden. Una nuova presidenza Trump sarebbe ovviamente rischiosa per gli Stati Uniti ma avrebbe anche conseguenze sconvolgenti per la democrazia. Avrebbe inoltre serie ripercussioni anche sul resto del mondo.* PhD, professore emerito all’Allan Hancock College Santa Maria, California

* PhD, professore emerito all’Allan Hancock College Santa Maria, California

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web