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Affitti brevi I giganti dei B&b: impugneremo la legge toscana
Codacons e proprietari privati sono pronti a ricorrere al Tar. «Norma incostituzionale, solo lo Stato può regolare il settore»
I giganti degli affitti brevi annunciano battaglia. Mentre la Cgil Toscana palude al nuovo Testo unico sul turismo appena varato dalla giunta di Eugenio Giani, host e grandi gruppi di gestione di appartamenti per turisti sono pronti ad impugnare la legge con cui la Regione annuncia una stretta sulla proliferazione di locazioni turistiche nelle città d’arte e nelle località vacanziere più gettonate. «Il nuovo Testo unico sul turismo della Toscana? Una regolamentazione degli affitti turistici da parte della Regione è incostituzionale, perché l’amministrazione regionale non ha poteri in materia di locazioni, sia tradizionali che a scopi turistici, siamo pronti ad impugnare le nuove norme», tuona Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia, l’associazione che riunisce i proprietari di appartamenti privati e titolare di Apartments Florence, società che gestisce fra i 500 e i 600 alloggi.
«Siamo al teatro dell’assurdo. Da un lato – continua Fagnoni – prima il Comune di Firenze e ora la Regione si arrogano poteri di cui non dispongono. Dall’altro, la regione che nel 2023 ha fatto segnare i maggiori volumi turistici in Italia continua a promuoversi, e lo fa con un viaggio negli Stati Uniti del suo assessore Leonardo Marras, che il giorno dopo invoca il dramma dell’overtourism che cambia il volto dei nostri territori. Ma se c’è una sovraesposizione della Toscana sul mercato turistico, perché continuare a spingere sulla promozione? Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di valutare e preparare i ricorsi». Stessa strategia insomma adottata dai giganti degli alloggi contro lo stop alla registrazione di nuove locazioni turistiche imposto dal sindaco Dario Nardella a Firenze (il quale ieri ha espresso il suo apprezzamento per la nuova legge regionale) e per cui oltre sei soggetti hanno presentato ricorso al Tar. Ricorsi che dovrebbero essere discussi dai giudici amministrativi il 9 maggio.
Ma cosa prevede la nuova legge sul turismo? Come anticipato ieri dal Tirreno, introduce per i Comuni a «più alta densità turistica» la possibilità di fissare, in accordo con la Regione, limiti allo sviluppo delle locazioni turistiche e di farlo «in zone o aree» precise, «nel rispetto dei principi di stretta necessità, proporzionalità e non discriminazione». Obiettivo: scongiurare che da propulsore dell’economia il turismo diventi un virus sociale e urbanistico inarrestabile in tutta la regione, capace di cambiare volto ai centri storici e alle città d’arte, svuotandole di residenti e trasformandole in grandi teche per milioni di visitatori. Non solo. Una volta approvato il nuovo testo unico dal consiglio regionale, chi vorrà far fruttare casa trasformandola in Affittacamere o B&b potrà farlo solo registrandosi come impresa.
«Sindaco del Pd, governatore del Pd. C’era da aspettarselo – dice Vincenzo Rienzi, avvocato del Codacons – Presenteremo ricorso al Tar. Secondo la Costituzione, solo lo Stato, con una legge apposita, può limitare il diritto alla fruizione della proprietà privata. È una norma incostituzionale, e lo sanno. L’obiettivo è guadagnare al Tar. Riferendosi alla stessa materia, il Tar dovrà vagliare anche il Testo unico regionale e ai giudici amministrativi servirà più tempo. Il Pd punta ad andare oltre le Europee, quando spera venga meno la maggioranza del governo Meloni e si formi un governo tecnico che regoli il mercato degli affitti brevi nelle città di centrosinistra così come la destra ha fatto con Venezia».
Non la vede così la Cgil, che giudica la legge regionale «un primo passo avanti». Ma a questo punto – chiede il sindacato insieme al Sunia, «per completare il quadro normativo, in assenza di una normativa nazionale che stenta a decollare, è fondamentale che il Consiglio regionale modifichi anche la legge urbanistica sulla pianificazione territoriale, la legge Marson, per supportare la nuova disciplina e consentire a tutti i Comuni toscani la facoltà di regolamentare il fenomeno della proliferazione incontrollata delle residenze turistiche adottando i nostri emendamenti».
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