Il presidio
Liceo Parini occupato, lo studente colpito dall’ombrellata del prof: «Mi ha fatto pensare alle manganellate a Pisa e Firenze»
Milano, Filippo racconta cosa è successo fuori dalla scuola: «Non mi sono fatto niente, protestiamo perché la scuola non si occupa più del disagio»
«Abbiamo deciso di occupare sfruttando l'effetto sorpresa e ci siamo presentati fuori scuola alle 6, abbiamo costituito un “picchetto”». Filippo, 18 anni, è lo studente del Liceo Parini di Milano “colpito” dall'ombrello utilizzato da un prof contro la decisione dei ragazzi di occupare l'istituto. «Non mi sono fatto niente, il prof ha anche chiesto scusa - afferma - ma è stato un gesto evocativo delle manganellate agli studenti a Pisa e a Firenze».
Gli studenti avevano organizzato un cordone davanti all'ingresso. «Diciamo che i docenti si sono divisi in tre categorie: chi in qualche modo ci appoggiava, chi ci strizzava l'occhio e chi era contrario - racconta - e in questa ultima categoria rientra il prof che ha usato l'ombrello su di noi. Abbiamo deciso di occupare il liceo come segno di protesta nei confronti di una scuola che non si occupa più del disagio», sottolinea. Il prof ha usato l'ombrello nella concitazione del momento, mentre gli studenti stavano occupando la scuola.
Il preside: «È stato un gesto di nervosismo del docente, il picchetto è violenza»
«Non ho visto niente di quel momento di tensione, devo dire che mi è stato riferito che colui che doveva essere oggetto dell'ombrellata ha sminuito il fatto, dicendo che non è successo niente. Sicuramente si è trattato di un gesto di nervosismo del docente, esasperato perché avvertiva il picchetto come un'ingiustizia». A dirlo all'AdnKronos è Massimo Nunzio Barrella, preside del liceo classico Parini di Milano, che questa mattina è stato occupato dagli studenti. Momenti di tensione si sono verificati quando un professore, al quale è stato impedito l'ingresso assieme ad altri colleghi, ha reagito tirando un'ombrellata. L'azione dell'insegnante «sicuramente non è da incoraggiare - sottolinea Barrella - io stesso non incoraggio la violenza, era un momento di alta tensione per tutti e può essere che il professore abbia perso la pazienza, magari è stato insultato. Quando ci sarà modo approfondirò, ora mi concentro sul vigilare e lascio agli studenti la massima libertà di dibattito».
Dal canto suo, il preside ha comunque voluto far sentire la propria voce: «Nel mio ufficio ho preso il microfono e una cassa e ho dato esplicitamente un giudizio dicendo che a mio avviso l'occupazione con i picchetti è un gesto violento. Il Parini è un liceo e come tutte le scuole deve essere il luogo del dialogo e della non violenza». Barrella non ha dubbi: l'occupazione realizzata con le modalità di stamani «è un atto anti democratico e infatti al microfono ho urlato "viva la democrazia, viva la libertà e viva la Repubblica”». Poi, «se ci sono stati momenti di tensione tra ragazzi e professori mi dispiace - chiosa il preside del Parini - i professori si impegnano tanto e danno tanto, e si sono sentiti un po' traditi» dopo la cogestione che si è svolta serenamente qualche settimana fa.
«Fortunatamente non ci sono stati feriti, nessuno ha chiamato ambulanze e non c'è stato alcun intervento violento di carabinieri o polizia - conclude -. In questo momento la situazione è sotto controllo e spero che l'occupazione continui in maniera controllata e civile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
