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La storia

Angela e mille euro al mese nella cooperativa di pulizie: «Sogno da tutta la vita un posto a tempo pieno»


	Angela Giacomelli è un’addetta alle pulizie: lavora per una coop a Livorno
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Angela Giacomelli è un’addetta alle pulizie: lavora per una coop a Livorno

Livorno, 57 anni lavora per sei ore e mezzo al giorno con un part-time verticale: «In 29 anni ho cambiato almeno 7-8 aziende. L’anno scorso hanno smesso di pagarci: abbiamo recuperato l’ultima tranche di soldi il 15 gennaio»

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«Faccio le pulizie a Livorno ormai da 29 anni. Sono dipendente delle cooperative che via via si aggiudicano il servizio con i bandi: ne ho già cambiate almeno 7-8. E sono fortunata, perché Eni, il committente, in caso di difficoltà l’abbiamo sempre sentita dalla nostra parte». A raccontare la sua storia di lavoratrice, contratto in regola e stipendio non adeguato al costo della vita è Angela Giacomelli. 57 anni, rappresentante sindacale interna, lavora per 6 ore e mezzo al giorno: ha un part time verticale. Ha uno stipendio mensile di circa mille euro netti. «Cifra insufficiente se fossi una persona monoreddito come tanti miei colleghi. Impossibile sostenere mutuo, affitto e spese solo con questa entrata. Io sono sposata, ho una figlia che vive già da sola e un figlio disabile. Mio marito lavora. E in questi anni sono stata fortunata perché piano piano le ore di lavoro sono aumentate. Eni anche nei cambi di servizio ha sempre cercato di mantenere i posti. Certo, io desidero da sempre il full time, come quasi tutti quelli che lavorano con me. E soprattutto credo sarebbe necessario il salario minimo per evitare di costringere le persone a lavorare per cifre troppo basse».


L’incertezza non è data solo dal continuo cambiamento del datore di lavoro ma anche dalla qualità di chi si presenta. «L’anno scorso l’azienda che si era aggiudicata l’appalto ha smesso di pagarci. È stata una battaglia dura: abbiamo avuto l’ultima parte dei nostri soldi il 15 gennaio. Io dovevo avere circa 5. 000 euro per due mesi di stipendi arretrati, Tfr e tredicesima. Nel frattempo non era stata ritenuta idonea e quindi è stato rifatto l’appalto».

Perché accade?

«Per prendere il lavoro presentano offerte che non sono adeguate al tipo di lavoro e quindi cominciano a rimetterci. E di conseguenza ci andiamo in mezzo noi lavoratori».

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