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San Giuliano, minacciato di morte il sindaco che vuole abbattere i piccioni. E l’ordinanza viene revocata

di Francesco Paletti
San Giuliano, minacciato di morte il sindaco che vuole abbattere i piccioni. E l’ordinanza viene revocata

Indagini in corso della polizia postale per rintracciare il responsabile

08 febbraio 2024
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SAN GIULIANO TERME (PISA). «Se non volete già morire, attenti a ciò che fate». Fra le tante mail civili di protesta e indignazione inviate fino a ieri mattina al sindaco Sergio Di Maio e all’amministrazione comunale di San Giuliano Terme per l’ordinanza, poi revocata, di abbattimento dei piccioni in due cimiteri del popoloso centro alle porte di Pisa, ce n’era anche con questo titolo. Nel corpo della mail, altre minacce ancora più esplicite, indirizzate pure ai familiari del sindaco e agli uffici comunali.

Alla polizia postale, che sta indagando sull’episodio, il compito di verificare se si tratti di una minaccia concreta e reale o dell’opera di un mitomane, e comunque di rintracciare il responsabile. Anche per questo, ieri mattina, c’era una pattuglia della polizia e una dei carabinieri davanti a Palazzo Niccolini, sede dell’amministrazione comunale sangiulianese, di fronte alla quale era stato convocato un sit in contro l’ordinanza da parte del variegato mondo dell’associazionismo animalista: una trentina di manifestanti in rappresentanza delle sedi locali di Lav, Enpa, Oipa e Lipu che hanno sì contestato, ma in modo assolutamente pacifico.

Ha rischiato davvero di deragliare la protesta contro l’abbattimento dei piccioni a San Giuliano Terme. E se non è accaduto è stato soprattutto per il senso di responsabilità da entrambe le parti, inizialmente divise sulle modalità di contenimento del numero dei volatili, ma unite nella ferma condanna delle minacce.

«Fra le tante mail di protesta che sono arrivate all’amministrazione comunale, ce n’è stata anche una che contiene minacce di morte, un gesto di cui mi vergogno enormemente e da cui ci dissociamo totalmente perché si tratta di un modo di agire terroristico e vile: siamo, anzi, costernati dal sapere che il primo cittadino e i suoi familiari hanno trascorso una notte traumatica, gli esprimiamo la nostra solidarietà e ci auguriamo che la legge faccia il suo corso e che questa persona venga arrestata» ha detto appena uscita dal palazzo comunale Carmen Luciano, la blogger animalista che ha preso parte agli incontri con il primo cittadino, per aggiornare gli altri manifestanti sull’esito dei colloqui. Ha scelto di partire da lì, dalla condanna totale per le minacce e la vicinanza alla primo cittadino. E non è un dettaglio. Come non lo è il fatto di non aver voluto rivendicare alcun successo, nonostante la revoca della cosiddetta ordinanza anti-piccioni. Anzi, per il primo cittadino solo parole di gratitudine: «Lo ringraziamo per averci ricevute con spirito collaborativo e aperto al dialogo su una questione che può essere affrontata con metodi che non prevedano l’abbattimento dei volatili ed esprimiamo soddisfazione per l’apertura di un percorso esteso a tutte le parti interessate».

Da lì è partito anche il sindaco Di Maio: «Dialogare per arrivare a una soluzione condivisa che vada a beneficio di tutta la collettività è un doveroso impegno civico che la comunità sangiulianese si assume», ha detto. Il dialogo deve sempre prevalere ed è una risposta anche per isolare chi, in queste ore, purtroppo ha minacciato me, la mia famiglia e gli uffici comunali e per questo ringrazio per la solidarietà e per la presa di distanza da parte di chi ha dimostrato pacificamente». Chiaro l’intento da entrambi le parti: separare la vicenda della minaccia di morte, affidata alle indagini della polizia postale, dall’obiettivo di una soluzione condivisa per il contenimento dei piccioni nei cimiteri: «Grazie ad un confronto franco e costruttivo, abbiamo avviato in percorso che andrà a coinvolgere tutte le parti interessate da un problema che coinvolge i cittadini fruitori delle strutture cimiteriali, gli agricoltori e il comitato che si occupa della tutela degli animali» spiega il sindaco Sergio Di Maio che in giornata ha anche incassato «la solidarietà e la vicinanza» della coalizione di centro-sinistra che lo sostiene.

Così una mattinata iniziata sotto presagi preoccupanti, finisce con i manifestanti assiepati sotto il comune che urlano «Grazie Sergio» quando il primo cittadino si affaccia per salutarli Resta, però, la macchia delle minacce di morte, su cui le indagini sono in corso. Sì circoscritta dalle immediate e nette prese di posizione di tutti. Ma non eliminabile.
 

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