Gioco
Furbetti del ticket, in Toscana in arrivo gli avvisi delle Asl: sono oltre ventimila
Ci sono persone in malafede che hanno dichiarato un reddito più basso di quello reale ma anche persone incolpevoli: smascherati da controlli incrociati dei ministeri. Chi contattare se si riceve iun avviso bonario
Oltre ventimila avvisi in un anno; obiettivo: recuperare oltre due milioni e mezzo di euro. A tanto, secondo le stime in possesso delle aziende sanitarie toscane, corrisponde l’ammontare dei ticket non pagati dai cittadini cosiddetti “falsi esenti”: quelli, in sostanza, che hanno autocertificato di appartenere a una fascia di popolazione beneficiaria di un codice di esenzione dal pagamento di ticket per prestazioni sanitarie varie e che invece non ne hanno diritto: per la maggioranza sono i codici di esenzione per motivi economici (E01, E02, E03, E04). Nella (grande) quantità di persone che vengono individuate come “evasori” dai controlli incrociati di ministero del Lavoro, Agenzia delle Entrate e Inps, messi a disposizione di Asl e ministero delle Finanze, ci sono i “furbetti” veri, che sanno di dichiarare un reddito diverso da quello reale per beneficiare di un’esenzione, ma anche falsi esenti in buona fede, che dichiarano ad esempio un reddito derivante da pensione ignorando che grazie a un piccolo aumento sulla rata mensile, il monte annuo ha superato la soglia massima per beneficiare dell’esenzione.
Sotto la lente
Il dottor Alessandro Militello dirige l’unità operativa Gestione e Sistemi di prenotazione e pagamento dell’Asl Toscana Sud-Est, dove gli avvisi bonari per il recupero di ticket non pagati verranno recapitati proprio in questi giorni. Sono 5.725 avvisi per un totale di recupero crediti pari a 729.400 euro per una annualità e una media pro capite da pagare, per i singoli destinatari, di 127 euro. Sono questi gli avvisi relativi all’annata 2019, gli ultimi disponibili: i destinatari sono stati individuati dopo un lungo percorso di verifiche incrociate ad opera degli enti preposti e coinvolti; ancora da “scontare”, poi, c’è il fermo causa covid di due anni. Il dato 2019 è in leggera crescita rispetto ai tre anni precedenti. Prendendo sempre ad esempio l’Asl Sud Est, erano 5.172 nel 2018 (per un totale di 657.699 euro), 5.091 nel 2017 (580.644 euro ) e 5.273 nel 2016 (totale da recuperare 617.206 euro). «Considerando che la nostra Asl ha un bacino di circa 800.000 persone, possiamo dire che, rispetto alla popolazione toscana complessiva (circa 3,7 milioni, ndr) i nostri dati sono pari al 23 per cento dell’intera regione. Il caso dei ticket non pagati, dai rilievi eseguiti, risulta spalmato in modo uniforme sul territorio regionale, non vi sono zone con incidenza particolarmente alta e altre dove invece è bassa – spiega il dottor Militello – e nel 90 per cento dei casi riguarda nostri assistiti, residenti in Toscana, per prestazioni ottenute in Toscana. C’è un’attenzione speciale da parte dei ministeri di Lavoro e Finanze sulle dichiarazioni di esenzione per reddito. Il ministero del Lavoro dà il via alle sue verifiche partendo dal controllo dell’estratto contributivo del cittadino; l’altra fonte di verifica la denuncia dei redditi. Noi, da parte nostra, diamo il via ai controlli quando Sogei (società di informatica del ministero delle Finanze, ndr) ci invia gli elenchi».
L’esenzione nella ricetta
Il cittadino esente dal pagamento del ticket per motivi economici presenta autocertificazione nei punti abilitati (totem Punto sì o sportelli abilitati) oppure online. Da quel momento il codice di esenzione comparirà in automatico tutte le volte che il medico farà una ricetta per prescrivere una visita o una prestazione al cittadino titolare dell’esenzione. «Il medico non deve generare il codice di esenzione per reddito – spiega il dottor Militello –, il sistema lo prevede con un automatismo, quindi comparirà tutte le volte che farà una prescrizione al cittadino titolare del codice di esenzione». Al contrario, può accadere che l’eventuale esenzione per patologia non compaia in automatico: sarà il medico in quel caso a inserirla.
Buona fede e malafede
Ci sono entrambi gli intenti nel mare magnum delle false dichiarazioni relative alle esenzioni da ticket su prestazioni, ma anche da farmaceutica, sottolinea sempre il dottor Militello. Il quale tiene a precisare anche come «nelle false dichiarazioni si possa provare la buona fede del dichiarante; infatti una parte degli avvisi viene archiviata. Ci sono poi le persone decedute, quelle introvabili». Ma se, nonostante la buona fede, viene accertato che il reddito reale è superiore a quello dichiarato, e la differenza riscontrata fa scattare il pagamento del ticket, quello deve essere pagato.
La metà paga subito
Rispetto alle cartelle inviate, dopo il primo invio dell’avviso la percentuale di ticket che vengono riscossi è mediamente oscillante tra il 50 e il 60 per cento dell’ammontare complessivo del credito vantato dall’azienda sanitaria per quella annata. È quanto riporta sempre il dirigente dell’Asl Sud Ovest a capo dell’unità operativa Gestione e Sistemi di prenotazione e pagamento. E fra quelli che pagano subito ci sono, per la maggioranza, sia coloro che sanno di non avere dichiarato il reddito reale o quelli che comprendono di avere fatto un errore nella dichiarazione. In generale, in assenza di motivi di contestazione, è bene pagare subito: altrimenti scattano gli interessi e «la cartella bonaria si trasforma in cartella esattoriale», fa presente il dottor Militello. Certo è che al momento dell’invio degli avvisi, ogni singola Asl Toscana sa di doversi preparare a ricevere proteste, contestazioni e ricorsi. Sottolinea ancora il dirigente sanitario: «Tutti i nostri uffici legali vengono mobilitati. A volte capita che per un avviso di recupero di ticket non pagati si arrivi al giudice di pace. Ma capita anche di vedere avvisi trasformati in cartelle esattoriali».
Possibile calo
«Prevediamo un calo numerico degli avvisi nel corso dei prossimi anni», fa sapere il dottor Militello. Il motivo è riconducibile al fatto che molti degli avvisi attuali scaturisce da una normativa di pagamento di spese sanitarie ormai decaduta, quella che prevedeva, in base alla fascia di reddito di appartenenza, il pagamento di un ticket anche sulla ricetta per la prescrizione di farmaci in quanto tale (codici di esenzione: Era, Erb, Erc).
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