Meteo
Ferita nel crollo alla festa di nozze: «Stavamo tutti saltando, poi il boato fortissimo. E mi sono ritrovata giù»
La donna, dal letto dell’ospedale di Pistoia, dove è ancora ricoverata, racconta l’accaduto: «In un’ora ci avevano soccorsi tutti, ringrazio i medici e i volontari che si sono presi cura di noi»
PISTOIA. «La serata era quasi finita, molti di noi se n’erano andati. Erano gli ultimi balli, dovevamo venire via». Gli occhi di Maria Caterina Ubaldino sono chiusi, la voce affaticata: «Mi fanno male le dita», dice mostrando il braccio destro, ingessato dalla spalla alla mano. Le infermiere hanno cercato di scostarle un po’il gesso. «Mi operano domani», racconta.
Cerca il telefono con il desiderio di chiamare i suoi cari, ma la batteria è scarica e muove il braccio destro a fatica. Un dolore le comprime il petto. Chiude gli occhi, cerca quiete. E ringrazia, ringrazia gli angeli delle associazioni. Quei volontari che «in poco più di un’ora ci avevano tutti soccorsi».
Maria Caterina è un’impiegata del Dipartimento prevenzione e protezione civile dell’Università di Firenze. È un’amica di Paolo Mugnaini, lo sposo, il giovane ingegnere che insegna in una scuola del capoluogo toscano. Era arrivata alla festa con due amici, ricoverati non in gravi condizioni all’ospedale di Pescia.
Mentre gli sposi, dai lettini attigui del pronto soccorso, sabato sera – prima di essere dimessi – cercavano di avere informazioni su parenti e amici, 12 persone venivano trasportate al San Jacopo. Il giorno successivo, ricoverate, ne erano rimaste solo tre. Una ragazza incinta, in osservazione nel reparto di ostetricia – ginecologia (per lei nessun grave trauma dalla caduta ma alcuni giorni di controlli) , Maria Caterina Ubaldino e un’altra amica della giovane coppia.
Oltre la metà dei 170 invitati alla festa di Giaccherino avevano salutato la coppia di sposi. Una settantina era ancora lì, mentre il dj continuava a mixare musica. Chiacchiere, risate e brindisi, per ragazzi giovani che avevano voglia di celebrare la vita e l’amore. Quella sala di solito era adibita a catering, ma sabato era diventata un’altra pista da ballo. «Stavamo tutti saltando», ricorda Caterina. E poi il boato. Il pavimento che sprofonda sotto i piedi, le grida di chi cade nel refettorio. I soffitti sono alti, è stata una caduta di almeno cinque metri. «Mi sono ritrovata nel refettorio, mentre tutt’intorno gridavano».
La festa si è trasformata in dramma. La paura e lo stupore hanno preso il posto della gioia. «Però ditelo – ci chiede Caterina – Per una volta dite che non tutto funziona male. In un’ora ci avevano soccorsi tutti, ringrazio i medici e i volontari che si sono presi cura di noi». Cinque degli invitati sono ricoverati a Lucca. Di questi uno è in rianimazione con prognosi riservata ma non in pericolo di vita. Otto feriti sono arrivati a Pescia in codice verde. Al Santo Stefano di Prato resta ricoverato in terapia intensiva in ragazzo, non in pericolo di vita. Quattro i feriti trasferiti al San Giovanni di Dio. I due giovani, un ragazzo e una ragazza, ricoverati a Careggi per politraumi, sono ancora in prognosi riservata, ma le loro condizioni cliniche risultano stabili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
