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Il caso

Sgarbi, perquisite tre case: sequestrato il quadro di Rutilio Manetti


	Vittorio Sgarbi
◗
Vittorio Sgarbi

Il sottosegretario ha consegnato spontaneamente il dipinto. I carabinieri nelle abitazioni di San Severino Marche, Roma e Ro’ Ferrarese

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Perquisite, questa mattina, tre abitazioni del sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi. I carabinieri del Nucleo tutela e patrimonio hanno sottoposto a sequestro probatorio, su attività delegata dalla Procura di Macerata, il quadro attribuito a Rutilio Manetti “La Cattura di San Pietro”, nella disponibilità di Sgarbi, già indagato per riciclaggio di beni culturali. I militari hanno perquisito tre abitazioni del critico d’arte, nello specifico quella di San Severino Marche, Roma e Ro’ Ferrarese. Sgarbi ha respinto ogni accusa e ha consegnato spontaneamente il dipinto. Il sequestro è stato un atto dovuto per compiere i vari accertamenti sul quadro. 

«Nell'ambito di indagine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata relativa all'ipotesi di reato di riciclaggio a carico di Vittorio Sgarbi per avere acquisito la disponibilità di un bene culturale costituito da un quadro del 1600 di grosse dimensioni raffigurante “un giudice che condanna un uomo dal viso venerando dal profilo di San Pietro” di autore ignoto ricordante i pittori “Solimena” e il “Cavallino”, provento di furto avvenuto presso il castello di Buriasco ai danni della proprietaria Margherita Buzio e denunciato il 14 febbraio ai carabinier di Vigone, in provincia di Torino, “in concorso con persone allo stato ignote”, compiva su tale quadro operazioni finalizzate ad ostacolarne la provenienza delittuosa, facendovi inserire in alto a sinistra della tela una torcia, attribuendo l'opera al pittore senese Rutilio Manetti dal titolo “La cattura di San Pietro” ed affermando altresì la titolarità del quadro asseritamente rinvenuto all'interno di un immobile acquistato dalla fondazione Cavallini-Sgarbi». È quanto si legge nella nota del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. L'autorità giudiziaria ha disposto le perquisizioni, «tese al sequestro del dipinto per i successivi riscontri scientifici».

Il quadro è stato individuato nei magazzini a Ro Ferrarese, in provincia di Ferrara, nella disponibilità della Fondazione "Cavallini-Sgarbi” unitamente a una copia in tre D, fatta eseguire da un laboratorio di Correggio.

Sequestrati anche documenti informatici

Nel corso delle perquisizioni, estese anche ai domicili romano e marchigiano di Vittorio Sgarbi, cui collaboravano anche le parti in causa, sono stati sequestrati dispositivi telematici, informatici e documentali inerenti l'indagine in corso. È quanto si legge in una nota del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale in merito alle perquisizioni domiciliari con contestuale notifica della posizione di indagato, relativa all'ipotesi di reato di riciclaggio, a carico di Vittorio Sgarbi.

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