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Suole biodegradabili e zaini riciclati, Pitti Uomo fa rima con sostenibilità

di Martina Trivigno
Suole biodegradabili e zaini riciclati, Pitti Uomo fa rima con sostenibilità

Inaugurata a Firenze l’edizione numero 105 della fiera a cui partecipano 832 brand. Il ministro Urso: «Il 2024 sarà l’anno del made in Italy, puntiamo sulla formazione»

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Percepito, reale, fuggevole. Il tempo accelera, rallenta, cerca un ritmo. Proprio come la moda maschile. Ancora una volta Pitti Uomo (fino a venerdì a Firenze) detta la linea al settore con 832 brand, di cui il 46 per cento arrivato fuori dai confini italiani, negli spazi espositivi della Fortezza da Basso. Lì, tra le mura medicee, c’è un mondo parallelo. E gli espositori non hanno dubbi: il futuro, per loro, si chiama sostenibilità e formazione. Perché se è vero, come ha annunciato ieri alla cerimonia d’inaugurazione di Pitti Uomo il ministro Adolfo Urso, che il 2024 sarà l’anno del made in Italy, le aziende devono farsi trovare pronte. Ma c’è già chi, come Tommaso Fabio Conforti e Andrea Claudio Galluzzo di Keeling, marchio di abbigliamento da uomo di Sealand International progettato a Firenze, la sostenibilità la mette al centro. Con la tintura sostenibile dei tessuti hanno aperto una nuova frontiera che spiegano con soddisfazione nel loro stand. Una giungla che richiama la loro filosofia di tecnologia “green”.

«In origine i capi, camicie, pantaloni, maglie, sono realizzati in colori neutri – raccontano – Questo consente di risparmiare il 95 per cento di acqua e il 92 per cento di energia elettrica, consentendo così di abbattere il 64 per cento delle emissioni di anidride carbonica. La sostenibilità parte dai processi produttivi che, in questo caso, non comportano costi aggiuntivi rispetto alle tecniche di tintura tradizionali».

Salvo Oliveri, responsabile commerciale di Scalia Group, distributore per l’Italia di Got Bag, stringe tra le mani uno degli zaini realizzati per il 90 per cento in plastica riciclata e raccolta dall’oceano indonesiano. «Tutto inizia con la raccolta della plastica – precisa – che poi viene tritata e lavorata fino a diventare filato e quindi tessuto. Chi acquista questo prodotto contribuisce a salvaguardare il nostro pianeta».

Federico Cina e Marco Rambaldi sono due talentuosi designer della giovane generazione di creativi italiani e firmano le nuove solette biodegradabili che Cuoio di Toscana presenta a Pitti Uomo. «I principi di sostenibilità e tracciabilità costituiscono l’eredità del marchio Cuoio di Toscana che ora aggiunge un ulteriore tassello grazie alla lavorazione della concia vegetale in vasca e all’utilizzo dei tannini», racconta Antonio Quirici, presidente del consorzio.

Il 2024 sarà un anno cruciale. Lo ripete Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, sottolineando che «ci aspettiamo un primo semestre ancora complesso e un secondo, se non ci saranno a livello geopolitico delle sorprese, sicuramente di ripresa».

E lo ribadisce anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella: «È un momento di grandi sfide che riguardano il mercato globale, il tema ambientale, l’ecologia, la sostenibilità, l’internazionalizzazione, e Firenze può affrontarle a viso aperto perché il nostro distretto cresce: sempre più brand internazionali stabiliscono qui importanti poli produttivi, ultimo a Scandicci con Yves Saint Laurent».

E poi c’è il made in Italy. Per Antonella Mansi, la presidente del Centro di Firenze per la moda italiana, questo è l’anno buono. «In questi giorni assistiamo alla migliore e alla più bella esemplificazione di quello che il made in Italy può dare e di quello che significa per il nostro territorio e per il nostro settore – sottolinea – Quindi ripartiamo dalle nostre certezze, in un clima che di certezze non ce ne dà. Ripartiamo per quello che riguarda il Cfmi da grandi progetti sulla formazione che, come sempre, è il primo anello della catena delle nostre filiere, la parte più importante». In questa direzione, Unicredit Italia, main partner di Pitti Uomo, darà il via a un’accademia dedicata proprio alla formazione. «Avrà la durata di tre anni e accoglierà fino a 100 studenti delle migliori scuole ogni anno – spiega la manager Annalisa Areni – Saranno consegnate borse di studio agli studenti più meritevoli che saranno seguiti da un team specializzato».

Il ministro Urso spiega poi che «il piano transizione 5.0 e Industria 4.0 avrà a sua disposizione 13 miliardi di euro nel biennio 2024-2025 destinati alle imprese che hanno un piano di ammodernamento tecnologico ai fini dell’innovazione e dell’efficientamento energetico». E il dieci per cento del totale sarà destinato proprio alla formazione. «Se io acquisto macchinari innovativi, poi ho bisogno di personale qualificato», conclude il ministro. Il futuro delle imprese della moda dipende anche da questo.

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