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Don Ramon Guidetti, il vescovo Giusti sul parroco scomunicato: «Quella omelia non l’ha scritta lui»

di Franco Marianelli
Don Ramon Guidetti, il vescovo Giusti sul parroco scomunicato: «Quella omelia non l’ha scritta lui»

Livorno, il parroco è diventato una star grazie ai siti legati all’ultradestra religiosa che fanno riferimento al “Sodalizio Mariano”. Il vescovo: «Temo che sia stato plagiato da qualche gruppo “estremista” già attivo nel paese»

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LIVORNO. «Dio è con noi» è l’appello finale, peraltro già tragicamente utilizzato più volte nella storia del mondo, che don Ramon Guidetti, parroco della parrocchia di Guasticce sino a pochi giorni fa, ha pronunciato nella sua ultima omelia del 31 dicembre. Non è stata solo l’ultima del 2023 ma presumibilmente l’ultima della sua carriera ecclesiastica: il sacerdote è stato scomunicato per il contenuto delle parole pronunciate domenica scorsa davanti ai fedeli.

Parole estremamente irriguardose (per usare un eufemismo) verso il pontificato di Papa Bergoglio e il suo corso dottrinale. Se don Ramon è convinto che Dio sia con lui ha dovuto prendere atto di come con lui non sia affatto monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno, che non ha esitato a inviare all’interessato, e pubblicare sul periodico diocesano “La Settimana”, la lettera con la quale si prende atto «dell’atto di natura scismatica rifiutando la sottomissione al sommo pontefice e la comunione con i membri della chiesa a lui soggetti». Segue il divieto per il sacerdote di presentarsi in chiesa e per i fedeli di Guasticce, pena sanzioni pure per loro, di seguire iniziative religiose del sacerdote scomunicato.

Ma cosa ha detto don Ramon nella sua omelia durata circa mezz’ora? Praticamente per l’ex parroco di Guasticce ha sostenuto che Papa Ratzinger sarebbe stato vittima di un golpe ordito da forze massoniche-gesuitiche all’interno della chiesa. Per questo Papa Francesco è un usurpatore («Il signor Bergoglio e i suo mercenari», le esatte parole). Il tutto sotto la regia del «demonio e dei suoi seguaci».

Mail “meglio” deve ancora venire: Guidetti cita un episodio avvenuto lo scorso 17 dicembre a Buenos Aires (dove Bergoglio fu arcivescovo). Ovvero un fulmine entrato in un santuario che avrebbe incenerito l’aureola e le chiavi della statua di San Pietro. «Questo – spiega Ramon – perché Pietro (leggi Papa Bergoglio, ndr) non è più santo ma un gesuita massone».

Obiettivamente un’omelia che difficilmente sarebbe potuto passare inosservata. In tutti i casi il sacerdote in questione (40 anni circa, livornese, con un passato di “vice” nella parrocchia di San Jacopo e una vocazione giunta già in età adulta) non ha aspettato la lettera dalla diocesi per dimettersi: ha lasciato le chiavi alla sacrestana e ha abbandonato (anche nel senso dell’abitazione) la parrocchia. Non è dato sapere dove sia, ma di certo non si è “pentito”: «Nel decreto ci sono citazioni del diritto canonico usate per colpire un sacerdote che grida la verità. Inoltre in alto campeggia una striscia in rosso, ovvero il colore del martirio, del sangue. È un bellissimo quadretto, ci farò una bella cornice, l’appenderò al muro e me ne vanterò», ha dichiarato Ramon ai microfoni di Radio Domina Nostra intervistato da Alessandro Minutella, un altro prete scomunicato per aver attaccato Papa Bergoglio nel 2018.

Monsignor Simone Giusti da par suo non è tenero con il suo “ex” sacerdote: «Ci avevo parlato poco tempo fa per cercare di farlo ragionare – ha dichiarato il Vescovo di Livorno –. Ma a quanto pare non è servito a niente. Temo che sia stato plagiato da qualche gruppo “estremista” già attivo nel paese. Non penso che quella omelia l’abbia scritta lui perché Ramon non possiede quella “capacità dottrinale” necessaria. È una persona disinteressata e zelante ma persona fragile e qualcuno ha approfittato di questa fragilità. È già successo ai tempi del Covid, quando venne “arruolato” dai negazionisti».

C’è da dire che l’ormai ex don Ramon sul web è diventato una star grazie ai siti legati all’ultradestra religiosa che fanno riferimento al “Sodalizio Mariano”. Il giornalista Andrea Cionci dal canale web “Codice Ratzinger” lo esalta e a centinaia commentano invitando il prete di Guasticce a unirsi a loro. Sul sito stesso è trasmessa l’intera registrazione dell’omelia.

Un fatto che fa pensare. Come faceva colui che l’ha registrata, per poi inviarla al sito in questione, a sapere che quelle sarebbero state le parole pronunciate dall’ex prete? Ma c’è di più: al termine del “comizio” del sacerdote scomunicato scoppia una standing ovation. Applausi più da stadio che da assemblea domenicale dei fedeli di Guasticce, in genere limitata a poche decine di persone poco avvezze ai battimano alla messa e dando per scontato che non tutti i fedeli la pensino come Ramon. 

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