Sicurezza
Superbonus, Silvia Burchielli: «E ora in tanti devono tirare fuori i soldi»
La presidente dell’Anaci e i problemi degli amministratori dei condomini. I problemi maggiori per coloro che sono riusciti a compiere il 30% dei lavori entro giugno 2022
Per Silvia Burchielli, presidente dell’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci) della Toscana, il problema vero per il 2024 sarà nei cantieri del Superbonus che non termineranno i lavori nel 2023. E soprattutto in quelli che, come in mezzo al guado di un fiume, non sono riusciti a compiere il 30% dei lavori entro giugno 2022.
Burchielli, come vede la situazione dei condomini e la fine del Superbonus 90% e 110 %?
«È una situazione sicuramente molto complessa. Da parte mia non sono stata favorevole, se non di fronte a estreme e serie garanzie da parte del general contractor (l’appaltatore generale), ad usare il 110% sui condomini fin dall’inizio».
Come mai?
«Troppe le incognite e il pericolo di rimanere fuori poi dalla detrazione dello sconto in fattura o magari con una riduzione della detrazione e quindi con un carico dei costi da spalmare sui condomini. Ci sono casi e non pochi di condomini che hanno avviato i lavori e si ritrovano ora senza averli conclusi. Il caos».
Per quanto riguarda le morosità dei condomini, il 2023 è stato peggiore o migliore del 2022?
«Direi che la situazione si sta riallineando. Un anno fa, con l’esplosione dei costi dell’energia, la situazione era assolutamente più caotica. Ma soprattutto si apriva tutto quel fronte che fino ad allora non era stato messo in campo per avviare tipologie di contratti con i fornitori che permettessero maggiori possibilità di proroga dei pagamenti e dilazione. Oggi, dopo l’esperienza del 2022, queste condizioni ci sono».
Un anno fa, però, le temperature erano molto più miti. Questo inverno invece il freddo si fa sentire.
«Bel problema, infatti. Se un anno fa sulla costa a dicembre eravamo a quasi 15 gradi, direi che questo inizio inverno, invece, si fa sentire. E questo incide e inciderà sui costi energetici che, per quanto siano scesi nel 2023, comunque non sono tornati ad essere i prezzi del 2021. La morosità, per intenderci, c’è sempre».
Secondo lei, a quanto ammonta oggi ?
«Direi a un buon 25%. Un anno fa era comunque forse maggiore, direi oltre il 30%. Come amministratori condominiali in questo anno abbiamo imparato a diluire le rate condominiali in modo diverso e ad occuparci con più vigore dei solleciti e dei decreti ingiuntivi. Certo, non è una cosa simpatica, ma d’altronde pone l’amministratore condominiale nel suo vero ruolo: quello di garantire il condominio e soprattutto che è in regola con i pagamenti».
Quanto l’economia è mossa dai condomini in Toscana?
«Sono numeri importanti. In ogni regione italiana, compresa la Toscana, tutto quello che ruota attorno ai condomini muove circa il 10% del Pil della regione. E se si pensa che il 75 % del patrimonio edilizio è fatto dai condomini, si capisce ancora di più la ragione di cosa significhi tutto questo».
A.F.
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