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Neve all'Abetone e in Garfagnana, il meteorologo Andrea Giuliacci: «Niente ondate di gelo». Le previsioni per i prossimi giorni

di Tommaso Silvi

	Gli impianti di risalita della Val di Luce e il meteorologo Andrea Giuliacci
Gli impianti di risalita della Val di Luce e il meteorologo Andrea Giuliacci

Intervista ad Andrea Giuliacci dopo le prime nevicate in Toscana: «Temperature in linea con il periodo. Una buona notizia per i comprensori turistici»

28 novembre 2023
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Freddo. È arrivato il freddo. E starà con noi anche nei prossimi giorni. «Ed è normale che sia così. È iniziata la stagione invernale con le temperature tipiche del periodo». Cappotto, cappello e sciarpa. E anche la neve, protagonista immancabile di un inverno come si deve. Ieri le vette della Toscana si sono finalmente colorate di bianco. Soprattutto quelle dell’Abetone e della Garfagnana, mentre sull’Amiata si attendono ancora i primi fiocchi. Niente di clamoroso, ma un deciso antipasto invernale. E alla luce dei “non inverni” degli ultimi anni non è poco.

Un’iniezione di fiducia e una base di partenza per gli addetti ai lavori del settore sciistico, che ora sperano di aprire gli impianti già dal ponte dell’Immacolata. «Nevicherà ancora sui monti Toscani in questi giorni, ma a quote non inferiori ai 1.400-1.500 metri. Ecco perché dobbiamo parlare di freddo “normale” senza scomodare le ormai inflazionatissime “ondate di gelo”». Parola di Andrea Giuliacci, meteorologo e climatologo figlio d’arte, dato che suo padre è il colonnello Mario Giuliacci, storico volto delle previsioni meteo in televisione.

Quindi più che di “arrivo del grande freddo” si tratta di “un ritorno alla normalità”. Giusto?

«Esattamente. Diciamo che è arrivato un po’ di freddo, ma niente che si possa definire eccezionale. In molte zone d’Italia, soprattutto al nord, le temperature sono lievemente al di sotto della media del periodo, non ci sono valori tali da poter definire la situazione attuale “un’eccezione”».

Facciamo chiarezza. Cosa intende esattamente quando dice che le temperature attuali, in Toscana e in Italia in generale, sono “nella media del periodo”?

«La meteorologia è una scienza, e come tale vive di rilevazioni storiche e di studi sui dati raccolti. La cosiddetta temperatura media del periodo si ottiene calcolando il valore medio delle rilevazioni prendendo in esame un arco di circa 30 anni. Così facendo possiamo vedere per ogni precisa località la temperatura media in ogni stagione, non solo in quella invernale naturalmente. Veniamo da mesi in cui, un po’ in tutta Italia, si sono toccati valori al di sopra della media del periodo, in alcuni casi anche molto al di sopra. Novembre, per il momento, invece, si sta assestando sui valori medi registrati negli ultimi decenni».

E nei prossimi giorni cosa dobbiamo aspettarci? Per quanto tempo lo scenario invernale continuerà a farci compagnia?

«Nella giornata di domenica abbiamo avuto una tregua dalle piogge. Tregua breve, però, perché arriva una nuova perturbazione che tra la fine di oggi (ieri per chi legge, ndr) e domani (oggi), porterà pioggia al centro al sud, con nevicate al nord sulle Alpi anche al di sotto dei mille metri. In diverse zone dell’arco alpino non sono da escludere imbiancate attorno ai 7-800 metri. Attesi venti forti e piogge diffuse su Toscana, Lazio, Campania, con correnti di libeccio che daranno luogo a forti mareggiate. Fortunatamente, però, la perturbazione transiterà veloce».

E sull’Appennino toscano si farà di nuovo viva la neve, dopo quella caduta in queste ore?

«È molto probabile, ma attenzione. Stiamo parlando di nevicate in montagna, a un’altitudine generalmente di 1.500 metri. Questa è sicuramente una buona notizia per i comprensori sciistici, non solo toscani ma di tutto il Paese».

Stando a quanto ha spiegato, chi parla di ondata di gelo commette un errore.

«Dobbiamo fare una distinzione. Per chi non si occupa di analisi del clima, e quindi di meteorologia, è comprensibile che quella che stiamo vivendo venga percepita come un’irruzione gelida, considerando che i non addetti ai lavori vivono sostanzialmente di sensazioni. Dal tepore delle scorse settimane e in seguito a un’estate che è andata ben oltre settembre le temperature si sono abbassate piuttosto rapidamente, offrendo la sensazione, appunto, di un’ondata di gelo che ci ha investito. Ma chi si occupa di meteorologia sa bene che i valori termici attuali rappresentano un normale autunno inoltrato, nemmeno l’inverno vero e proprio. Ma parlare di “ondata di gelo” è sicuramente più attraente, e quindi capita che ci si imbatta in titoli o annunci fuorvianti».

Si parla anche del cosiddetto “split del vortice polare”, con conseguenti affondi fino alle nostre latitudini di aria in arrivo dal polo nord.

«Dobbiamo essere prudenti. È vero che il vortice polare si appresta a vivere una fase di instabilità, con tanti piccoli “laghetti” gelidi che si staccheranno dalla sede originale scendendo di latitudine, ma allo stato attuale non possiamo dire con certezza se una di queste colate piomberà sull’Italia. Per ora siamo ai margini del fenomeno, con l’Europa nord orientale che invece è stata investita da correnti polari che hanno fatto crollare le temperature. Quella sì che può essere definita un’ondata di gelo». l

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